11 Novembre 2014

Corte d’ Appello invasa dai topi tra condutture rotte e sporcizia

Corte d’ Appello invasa dai topi tra condutture rotte e sporcizia

FEDERICA ANGELI NON bastano pile di faldoni e di processi da smaltire. Non bastava neanche la mancanza di carta igienica e di oggetti per la cancelleria denunciata lo scorso anno proprio dalla magistratura capitolina. A remare contro la giustizia ora ci si mettono anche i topi e l’ acqua non potabile. L’ emergenza ratti è scattata qualche giorno fa nel palazzo della Corte d’ Appello è per una improvvisa invasione di topi in concomitanza con la rottura dell’ impianto di condizionamento e l’ inquinamento dell’ acqua che l’ ha resa non potabile. Una situazione che inevitabilmente, rallenterà il corso di dibattimenti e dell’ attività giudiziaria. In una circolare, inviata ai presidente delle varie sezioni, ai consiglieri e agli impiegati, il presidente Luciano Panzani ha illustrato le difficoltà a cui deve fare fronte la sede dei processi di secondo grado assicurando, comunque, che «allo stato non vi sono pericoli per il personale e per il pubblico». E la situazione resta «costantemente monitorata ». Nella circolare, Panzani scrive che il 6 novembre si sono «verificate anomalie di funziona- mento dell’ impianto di condizionamento dell’ edificio di via Romeo Romei (che ospita uffici e aule, ndr) che hanno reso necessaria la disattivazione dell’ impianto». E, secondo Panzani, la situazione potrà tornare alla normalità non prima di trenta giorni «nel frattempo si cercherà di ridurre al minimo l’ utilizzo delle aule di udienza, soprattutto nei casi di presenza di molte persone, ricorrendo alla collaborazione degli altri uffici giudiziari ». Dai controlli eseguiti sull’ impianto idrico si è «reso necessario avviare la procedura di bonifica di alcune parti con la conseguenza che, fino al completamento delle opere, l’ acqua deve essere considerata non potabile ». È stata anche avviata una massiccia opera di derattizzazione. Ma le criticità nella cittadella giudiziaria non si fermano, secondo il Codacons, alla corte d’ Appello. L’ associazione dei consumatori nei giorni scorsi ha denunciato in un esposto, inviato al presidente Mario Bresciano e al procuratore Giuseppe Pignatone, la situazione di assoluto degrado in cui versano i bagni del Tribunale penale. «I servizi igienici destinati al pubblico che si trovano nella palazzina A e B degli uffici giudiziari di piazzale Clodio – scrive il Codacons – sono caratterizzati dalla totale assenza di chiavi o altra soluzione per poter chiudere la porta dei bagni, a discapito della privacy ». Ancora l’ associazione: «non c’ è traccia di carta igienica né di sapone mentre in terra la quantità di polvere è talmente elevata da lasciare impronte al passaggio delle scarpe». © RIPRODUZIONE RISERVATA

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