Svuotata la card postepay Il rimborso non arriva
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fonte:
- Messaggero Veneto
di Alessandra Ceschia Da quindici mesi attende il rimborso dei soldi rubati dalla carta postepay. Da più di un anno “rimbalza” da un ufficio postale all’ altro in cerca di giustizia, ma senza fortuna. L’ ultimo caso, purtroppo non l’ ultimo e neppure l’ unico, ruota attorno all’ ufficio postale dei Rizzi, dove poco meno di un anno e mezzo fa, Rosaria Santelia, residente a Pasian di Prato, caricò 400 euro sulla carta della figlia. «Voleva fare una gita a Rimini, così cercò di comprare il biglietto d’ ingresso per Aqualandia online e, per pagare, utilizzò la postepay. L’ operazione, però, non andò a buon fine», racconta Rosaria. La figlia, infatti, una volta a Rimini, nel momento di fare una nuova operazione, scoprì che sulla carta erano rimasti 9 centesimi. Era stata “prosciugata”. «Non mi restò altro da fare – continua Santelia – che mandarle altri soldi da casa e per fortuna l’ albergo era già stato pagato». Santelia però non si arrese: su consiglio delle Poste sporse subito denuncia alla stazione carabinieri del centro adriatico e con quella stessa denuncia presentò istanza di rimborso alle Poste. «Ci hanno detto che ci sarebbe voluto un po’ di tempo, ma che essendoci una copertura assicurativa, il rimborso sarebbe arrivato. Dopo sei mesi di attesa però, abbiamo cominciato a preoccuparci e a chiedere notizie. Abbiamo telefonato inutilmente diverse volte e ci siamo presentati di persona all’ ufficio postale dei Rizzi. Tutto inutile: ogni volta ci dicevano che la pratica era in lavorazione. Alla fine ci siamo decisi ad andare a parlare con il responsabile delle poste centrali di Udine – continua la signora -. In cambio abbiamo ottenuto altre rassicurazioni: “provvediamo”, ci è stato detto. Sono passati quindici mesi e noi non abbiamo ancora visto un solo centesimo e, abbiamo scoperto che, nella nostra stessa situazione, sono in molti, specie giovani, che il più delle volte trattandosi di ammontare esegui, lasciano perdere. Si rassegnano a perdere i soldi». Il più delle volte le carte postepay sono, infatti, caricate per garantire ai ragazzi una disponibilità di denaro sufficiente per le piccole spese, spesso per quelle online. In alcuni casi queste carte sono “violate”. Basta scorrere il sito «Zerospese» per leggere decine e decine di segnalazioni dello stesso tipo. Tant’ è che proprio Zerospese sta preparando una class action nei confronti di BancoPosta. «Tutti coloro che hanno visto sparire i propri risparmi dal conto corrente di BancoPosta e che nonostante le denunce fatte non hanno ricevuto i soldi, e sono in attesa da mesi o anni, sono pregati di contattarci» fanno sapere i gestori del portale. Nel frattempo molti si rivolgono alle associazioni dei consumatori. Come, appunto, Rosaria che conclude: «Abbiamo saputo che chi ha svuotato il conto di mia figlia operava a San Marino. È l’ unica risposta che abbiamo ottenuto in tutto questo tempo . Siccome, nonostante le rassicurazioni delle Poste, non abbiamo riavuto i nostri soldi ci rivolgeremo al Codacons sperando di avere maggiore fortuna. Sperando che i nostri diritti siano rispettati». Dal canto suo l’ avvocato del Codacons, Nicola D’ Andrea, non ha dubbi: «Non vi è dubbio che i titolari della carta abbiano diritto al rimborso – constata il legale -; ci sono diverse sentenze che hanno riconosciuto la responsabilità delle Poste in caso di accesso online ai conti. C’ è poi un discorso di tempistiche che sono riconducibili a una non perfetta efficienza della struttura». ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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