Quegli apparecchi sottoposti a collaudo virtuale
-
fonte:
- La Gazzetta del Mezzogiorno
Pacemaker, defibrillatori, neurostimolatori e attrezzatura simile vengono collaudati e garantiti solo dai fabbricanti e non anche, come previsto per legge, dall’ Istituto Superiore di Sanità. Almeno secondo quanto ci ha fatto vedere in tv Reperter, trasmissione apprezzata per la sua serietà. Tanto che sulla vicenda è stata apertura un’ inchiesta della Procura di Roma di cui ora si sta occupando la Gdf, mentre il ministro della Sanità Beatrice Lorenzin ha avviato «un’ indagine amministrativa urgente» e il Codacons ha chiesto di indagare su diversi reati tra cui omesso controllo e vigilanza, attentato alla vita e alla salute, frode e vendita di prodotti pericolosi. L’ attrezzatura, dai primi accertamenti, veniva omologata e dotata della documentazione di conformità senza «reale» collaudo, proprio perché il laboratorio predisposto per le prove era inidoneo. Tra gli apparecchi sottoposti a collaudo solo «virtuale», pacemaker che sono stati impiantati nel corpo dei pazienti. Migliaia, tenendo conto che le condizioni del laboratorio – note all’ interno dell’ ISS – erano disastrose da almeno quattro anni.Una vicenda con un solo lato positivo: la speranza, fondata a tener conto dei risultati (non si è avuta notizia di tragedie), della serietà dei fabbricanti degli appa recchi che li hanno sottoposti a reali collaudo prima di sottoporli al giudizio (fasullo) del laboratorio dell’ ISS.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- SANITA'
