«C’ è grande soddisfazione ma adesso ci aspettiamo di più»
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fonte:
- Il Resto del Carlino
di NANDO MAGNANI «PIÙ CHE l’ entità della cifra disposta dal Tribunale – duemila euro sono briciole rispetto alle centinaia di migliaia di euro che in tanti ci hanno rimesso nel crac della Coopcostruttori, il colosso argentano della cooperazione edilizia – quel che conta veramente è il valore simbolico che rappresenta la liquidazione di questa piccola somma provvisionale, che ci ricompensa anche se in termini minimi, di quanto fatto sinora per portare avanti le nostre ragioni: si intravede la luce alla fine del tunnel». È IL commento a caldo, dopo la sentenza dell’ altro ieri, di Valentino Piazzi, uno dei 50 ex soci costituitisi parte civile nel processo che ha condannato in primo grado i vertici della cooperativa con l’ intervento legale di un pool di avvocati formato da Gabriella Azzalli, Carmelo Marcello, Claudio Maruzzi e Stefano Tonozzi. «C’ È GRANDE soddisfazione per come si mettono le cose – continua Piazzi un po’ a nome di tutti gli ex soci truffati – ma ci aspettiamo di più, dopo tanti problemi, difficoltà ed ostacoli incontrati in questo lungo percorso. Sarà dura, ma l’ obiettivo resta la restituzione, almeno in buona parte, dei nostri risparmi: libretti di deposito ed azioni Apc. E, più in generale, vogliamo che giustizia sia finalmente fatta, anche per i danni subiti: morali, psicologici, di salute non li potrà ripagare niente e nessuno. Ricordo che per il dolore sofferto c’ è anche chi è morto o ha tentato il suicidio. Confidiamo insomma nella sentenza definitiva di febbraio». Soddisfatta anche Gabriella Azzalli, al cui studio Piazzi, tre anni fa, si era rivolto con altri ex soci appunto, per perorare la propria causa «Si tratta – spiega – di un piccolo risultato in termini assoluti, ma è il primo importante traguardo concreto raggiunto. Spero che la sentenza di Appello individui responsabilità anche a carico di altri soggetti, ed indichi ulteriori fonti di risarcimento. Solo in punta di diritto sarà possibile recuperare risorse aggiuntive: la ‘liberalità’ della Legacoop, di tanto in tanto rispolverata per fini politici, si è fermata». A bocca ancora asciutta invece i soci del Carspac 1 e 2 (oltre 350) che si sono affidati a Bruno Barbieri, vicepresidente nazionale del Codacons, che spiega: «Anzichè al pignoramento dei Tfr di Donigaglia e vertici, noi ci siamo rivalsi sulla confisca di case e beni patrimoniali, ma la procedura ha richiesto tempi più lunghi del previsto».
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