Medicina, l’ ultima beffa test annullati per 11mila “Risarciremo i candidati”
-
fonte:
- la Repubblica
ROMA . Il concorso anti-baroni è da rifare. Per 11.242 aspiranti medici su 12.168 partecipanti. Un clamoroso scambio di domande – le trenta che dovevano essere fatte ai 10mila e 444 candidati di “area medica” sono state girate ai 9 mila e 117 esaminandi di “servizi clinici”, e viceversa – ha messo in discussione il primo test nazionale per l’ accesso alle scuole di specializzazione di Medicina. Rappresenta la porta d’ accesso alla professione medica, la specializzazione di un neolaureato, ed è stata trasformata dal ministro precedente, Maria Chiara Carrozza, in “concorso unico” di fronte al basso livello di credibilità delle prove locali. Ora un clamoroso “errore umano” del Consorzio interuniversitario Cineca ha fatto smontare due prove scritte su tre (“area medica” e “servizi clinici”, appunto): quasi tutti i candidati – dal momento che la maggior parte ha tentato entrambe le specializzazioni – torneranno nelle 117 sedi italiane e nelle 442 aule scelte, il prossimo 7 novembre. L’ errore è clamoroso, ed è solo l’ ultimo di una serie nei concorsi banditi dal Miur, tra i meno affidabili della pubblica amministrazione. Molti studenti che si erano battuti per il varo del bando nazionale, alla vigilia avevano segnalato le difficoltà organizzative: troppe sedi e troppo piccole, nessun controllore esterno. Il “concorso specialità” arrivava cinque settimane dopo l’ incredibile prova per diventare medici di famiglia: smartphone all’ orecchio, Google connesso in classe. Mercoledì la grande macchina è partita con 1.800 controllori e computer troppo ravvicinati per impedire di copiare. Il primo test generale, settanta domande, è filato via con poche polemiche sui brogli e qualcuna in più sulle condizioni di lavoro. In alcune sedi, ristrette, i voti sono sembrati troppo alti per essere frutto di un lavoro individuale, a Verona un pc rotto a una studentessa ha consentito a tutti i candidati di parlare liberamente per un’ ora. Alla fine dell’ ultimo test, venerdì, diversi aspiranti clinici hanno iniziato a segnalare ai “Giovani medici” del sindacato Sigm le domande incongrue e fuori luogo – due in particolare – a cui avevano risposto. Il segretariato ha inoltrato le mail perplesse alla direzione generale del ministero, che ha iniziato un serrato (e urlante) confronto con il Cineca. Alle 20,52 di venerdì è stato certificato «un errore nella fase di codifica delle domande durante la fase di importazione nel data-base utilizzato per la generazione dei quiz». Su twitter l’ hashtag “gianninidimettiti” è salito in classifica, i Giovani medici hanno poi chiesto una marcia su Roma per il 3 novembre: «Bisogna manifestare a oltranza, non ci sono più i prerequisiti fisico-mentali per rifare la prova». Il Codacons ha avviato una causa collettiva e il Cineca – tra mille scuse – si è offerto di ripagare spese e danni. Ci sono candidati che hanno atteso un anno, dopo la laurea in corso, per questa prova. C’ è chi è rientrato dall’ estero, e forse ora ci resterà per sempre. ( c. z.) © RIPRODUZIONE RISERVATA
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Tags: cineca, medicina, specializzazione, test
