Quiz invertiti, test da rifare a Medicina
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fonte:
- il Tirreno
PISA Sono alcune decine i laureati in medicina che il 7 novembre dovranno ripetere a Pisa la prova telematica per l’ ammissione alle scuole di specializzazione: il Miur, il ministero dell’ Università, ha rilevato una grave anomalia nella somministrazione delle prove scritte del 29 e 31 ottobre (sono stati invertiti i quesiti) e ha disposto la ripetizione delle prove. Il numero degli interessati è solo indicativo, perché quest’ anno per la prima volta il concorso era nazionale e chiunque poteva partecipare in una delle 117 sedi del test e indicare la città della Torre come luogo di studi in caso di vittoria. Pertanto si sa che la maggioranza dei concorrenti che hanno svolto la prova a Pisa ha scelto come prima preferenza la stessa università toscana: laureati del posto o sul posto che avrebbero piacere a restare. Ma altrettanto si sa che la qualità dei tre dipartimenti di medicina locali è elevatissima e che sono tanti in tutta Italia ad aver segnato almeno come seconda scelta Pisa. La graduatoria sarà nazionale e non c’ è limite al numero di preferenze che i candidati hanno potuto indicare. Erano 12.168 i candidati complessivi alle prove nazionali; ma le scuole di specializzazione si suddividono in tre aree: Medica, Chirurgica e Servizi clinici. Il 28 ottobre ci sono state le prove comuni a tutte e tre le aree (70 questiti); e dal 29 al 31 quelle specifiche delle tre aree. Siccome sono state invertite le domande dell’ area medica con quelle dei servizi clinici (30 quesiti in comune), ne consegue che i candidati all’ area chirurgica non dovranno ripetere il test, perché nei giorni a loro dedicati (il 28 e il 30) non ci sono stati problemi. Il dato conforta poco, perché comunque alla fine dovranno ripetere la prova quasi tutti: 11.242 candidati a livello nazionale. Ci si poteva infatti iscrivere a un massimo di due aree su tre e l’ area chirurgica è una delle più richieste: ne consegue che è una delle più difficili come test d’ ingresso e sono solo 926 i candidati che hanno scelto di partecipare alla chirurgica e basta. Sono invece 8.319 i candidati che hanno sostenuto entrambe le prove sbagliate; 2.125 hanno affrontato esclusivamente l’ area Medica e 798 solo quella dei Servizi clinici. Il Cineca, Consorzio interuniversitario incaricato di somministrare i test, ha ammesso «un errore nella fase di codifica delle domande durante la fase di importazione». Domani il ministro Stefania Giannini firmerà il decreto che dispone l’ annullamento delle sole prove oggetto di inversione e l’ indizione di quelle nuove. Il Codacons ha già annunciato una causa collettiva di risarcimento danni. «È uno scandalo – afferma il presidente Carlo Rienzi – ora tutti i candidati che hanno sostenuto i test saranno costretti a ripeterli, subendo un danno morale e materiale immenso». Per questo ha deciso di citare in giudizio «il Cineca per l’ errore materiale commesso e il ministero per i mancati controlli che hanno concorso a determinare la cancellazione delle prove». Intanto Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’ Italia, ha chiesto che il ministro Giannini trovi una soluzione immediata o «ne tragga le conseguenze». Gianluca Campanella.
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