Specializzandi di medicina test errati, Roma li annulla
di Daniele Ferrazza PADOVA Annullate le prove d’ ingresso alle Scuole di specializzazione in Medicina, sostenute tra il 28 e il 31 ottobre scorso da oltre dodicimila candidati in tutta Italia. Ed ora le polemiche – sacrosante – rischiano di travolgere il ministro della pubblica istruzione, Stefania Giannini. «Risolva immediatamente la questione oppure ne tragga le dirette conseguenze» afferma Giorgia Meloni, presidente di Fdi ed ex ministro. E il Codacons annuncia azioni legali: «È un vero e proprio scandalo – afferma il presidente Carlo Rienzi – il danno morale e materiale è immenso». Forza Italia invoca le dimissioni del ministro. Su tutte le furie anche le associazioni degli studenti. Il Miur ha rilevato «una grave anomalia» nella somministrazione delle prove scritte del 29 e 31 ottobre che riguardavano rispettivamente le scuole dell’ Area Medica e quelle dell’ Area dei Servizi Clinici. Da un successivo approfondimento è emerso che il Cineca, il consorzio interunivesitario incaricato di somministrare i test, ha compiuto «un errore nella fase di codifica delle domande durante la fase di importazione» di queste ultime nel data-base utilizzato per la generazione dei quiz. Nella pratica, sono stati invertiti i quesiti delle prove del 29 ottobre con quelli del 31 ottobre. Nessun problema, invece, nelle prove sostenute nei giorni 28 e 30 ottobre. Il ministro Stefania Giannini firmerà domani il decreto di annullamento delle sole prove oggetto di inversione e l’ indizione di quelle nuove. I quiz annullati saranno ripetuti il 7 novembre prossimo in un’ unica giornata e nelle sedi già utilizzate. A Padova al concorso hanno partecipato oltre 350 candidati, per 240 posti disponibili. «Sono sconcertato e negativamente sorpreso del grave errore del Cineca. Probabilmente la ripetizione è il male minore per evitare una miriade di ricorsi» commenta il rettore dell’ università di Padova, Giuseppe Zaccaria. Santo Davide Ferrara, presidente della Scuola di Medicina e Chirurgia, non è meno sconcertato: «Avevamo denunciato per tempo, in sede di Conferenza nazionale dei presidenti, i probabili disagi cui saremmo andati incontro. Puntuale ne arriva ora la conferma: è l’ espressione del pressapochismo italiano di cui ahimè il Miur è il precipuo interprete. Altrettanto incauta è la ripetizione delle prove a distanza di meno di una settimana. Questo darà sfogo a una moltitudine di ricorsi amministrativi». Il Cineca, responsabile dell’ errore, ha annunciato che «si farà carico di spese e eventuali danni procurati agli studenti per il rifacimento della prova».
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