Scuole di medicina, test da rifare
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fonte:
- Il Sole 24 Ore
Gianni Trovati MILANO Prima la pioggia di sentenze del Tar che hanno riammesso i “bocciati” ai test d’ ingresso per i corsi di laurea, e ora la «grave anomalia» informatica che ha spinto il ministero ad annullare le prove per le scuole di specializzazione. Non è un anno fortunato per le selezioni nelle facoltà di medicina. A finire nell’ occhio del ciclone sono state ieri le prove scritte del primo concorso nazionale per l’ ingresso alle Scuole di specializzazione, che si sono svolte fra martedì e venerdì e hanno coinvolto 12.168 candidati distribuiti in 117 sedi e 442 aule. Ora è quasi tutto da rifare, in una sessione-bis che si svolgerà in un’ unica giornata, cioè venerdì prossimo, 7 novembre. La ragione, riconosciuta dal Cineca (il consorzio informatico che gestisce le prove) dopo i controlli del ministero, è «un errore nella fase di codifica delle domande durante la fase di importazione di queste ultime nel data-base utilizzato per la generazione dei quiz». In pratica, i quesiti delle prove del 29 e del 31 ottobre sono stati invertiti, generando un caso che ha spinto il ministero a comunicare l’ annullamento dei test: domani il ministro dell’ Università, Stefania Giannini, firmerà un decreto per indire la sessione-bis del 7 novembre. Come si diceva, non proprio tutto è da rifare. Le scuole di specializzazione investite dal baco informatico sono quelle dell’ Area medica e quelle dei Servizi clinici. Le prove d’ ingresso prevedono 30 domande comuni a ciascuna delle due aree, e 10 quesiti specifici per ogni tipologia di scuola. Il «grave errore» richiamato dal ministero riguarda i 30 quesiti comuni, e proprio per questo coinvolge la quasi totalità dei candidati che si sono impegnati nelle prove. Nessun problema, invece, nelle prove del 28 ottobre, che ha impegnato i candidati nei 70 quiz comuni a tutte le scuole, e in quelle del 30 ottobre, relative all’ Area di chirurgia. Secondo i conti ministeriali, a dover tornare in campo per affrontare di nuovo le 30 domande coinvolte nel caos telematico sono 11.242 candidati, cioè il 92% abbondante del totale: in 8.319 hanno sostenuto le prove di entrambe le aree, 2.125 hanno affrontato solo l’ Area medica e 798 solo quella dei Servizi clinici. Naturalmente la decisione ministeriale, comunicata nel tardo pomeriggio di ieri, ha subito acceso le reazioni: l’ Udu, l’ Unione degli studenti universitari, chiede di risolvere il problema aumentando il numero di borse disponibili, mentre il Codacons annuncia un’ azione collettiva per il risarcimento dei danni contro ministero e Cineca. [email protected] © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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