«Si apre un ginepraio senza uscita Ora tutti potranno chiedere i danni»
Gilberto Dondi BOLOGNA PROFESSOR Antonio Carullo, l’ errore nei test per le Scuole di specializzazione di Medicina offre concrete possibilità ai candidati di ricorrere al Tar? «Certamente, ma non solo. Oltre al Tar spiega Carullo, ordinario di Diritto pubblico all’ Università di Bologna i candidati potranno chiedere il risarcimento danni al tribunale civile. È un ginepraio da cui non si uscirà più». Cosa potranno chiedere al Tar gli specializzandi? «Chi ha ottenuto un punteggio alto, nonostante le domande invertite, potrà fare ricorso chiedendo di essere ammesso alla Scuola in base all’ esito del primo test». E chi ha ottenuto un punteggio basso? «In questo caso l’ interessato potrà sostenere di essere stato danneggiato dalle domande sbagliate e chiedere di ripetere la prova». Insomma potranno fare ricorso tutti… «Esatto». Con che tempi? «Chiedendo la sospensiva, il Tar del Lazio potrebbero concederla in 15-20 giorni». I test saranno ripetuti il 7 novembre. Ma quale sarà allora la graduatoria giusta? «I punteggi del test del 29-31 ottobre sono noti perché comunicati subito, mentre la graduatoria no perché il Ministero non l’ ha pubblicata dopo aver annullato la prova. I candidati potranno chiedere al Tar di costringere il Miur a stilare comunque la graduatoria, che però dovrebbe fare i conti con quella relativa ai test del 7 novembre. Una situazione davvero complessa, considerati anche i posti limitati. Un pasticcio». Molti candidati e il Codacons sono sul piede di guerra… «Senza dubbio. Possono chiedere il risarcimento per le spese di viaggio, vitto e alloggio sostenute nei tre giorni dei test. Visto che si tratta di migliaia di persone, solo così parliamo di parecchi soldi, senza contare l’ eventuale danno alla salute per lo stress. E chi paga?». Già, chi paga? «Paga Pantalone’, ovviamente. Il Ministero, cioè lo Stato, ovvero i cittadini. Sono soldi pubblici». Il Cineca, l’ autore dell’ errore, si è offerto di pagare i danni. «Ma il Cineca è un consorzio interuniversitario. Siamo sempre lì». Un caso per la Corte dei Conti? «Secondo me sì, il danno erariale è evidente. Poi bisognerà vedere a chi contestarlo. Davvero mi chiedo come possano essere incappati in un errore così madornale».
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