“Inchiesta chiusa in tempi rapidi”
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fonte:
- Corriere Adriatico
Ancona “L’ impegno dell’ ufficio è trattare unitariamente varie annualità dell’ inchiesta e chiudere l’ inchiesta in tempi brevi”. È il commento del procuratore della Repubblica di Ancona Elisabetta Melotti dopo la notizia che il pm Giovanna Lebboroni ha chiesto un’ ulteriore proroga delle indagini nel procedimento per le spese consiliari (2008-2012) per il segmento dell’ inchiesta sull’ annualità 2010. Nell’ istanza, su cui poi dovrà provvedere il gip, compaiono 45 indagati, tra cui 40 consiglieri regionali ed ex e cinque addetti ai gruppi. Il procuratore non è entrata nel merito delle indagini. Secondo indiscrezioni, però gli accertamenti della Finanza sono sostanzialmente conclusi e la richiesta di proroga (ce n’ era stata una a luglio per i fatti del 2012) riguarda solo eventuali piccoli atti da compiere (acquisizioni o audizioni) eventualmente nel periodo interessato. Sui tempi di chiusura delle indagini gli inquirenti non si sbilanciano: non saranno brevissimi ma con ogni probabilità non si arriverà fino a marzo che è l’ ultima scadenza relativa alla richiesta di proroga per i fatti del 2010. Per le altre annualità i magistrati dovrebbero aver concluso le verifiche e, una volta concluse le operazioni per le annualità, la Procura trarrà le conclusioni unitariamente per l’ intera inchiesta. L’ ipotesi di reato è la stessa: concorso in peculato. Nel mirino dei magistrati spese, secondo l’ accusa, poco istituzionali: dalle cene alle mimose per le colleghe, dai rimborsi per convegni ad altre spese che non avrebbero riguardato strettamente l’ ambito di attività politica consiliare. Parti offese nel procedimento sono indicate la Regione Marche e il Codacons. Tra i 40 sono compresi il governatore Gian Mario Spacca, il segretario regionale del Pd Francesco Comi e l’ ex vice presidente della Giunta e attuale deputato Pd Paolo Petrini. Gli inquirenti non hanno mai nascosto l’ intenzione di chiudere insieme l’ intera inchiesta e dunque, se gli accertamenti andranno per le lunghe, il termine ultimo potrebbe slittare in primavera. Nella richiesta di proroga di sei mesi, il pubblico ministero fa riferimento al fatto che “entro tale termine non possono concludersi le indagini preliminari dei fatti in causa vista la complessità della vicenda processuale”. Il magistrato ritiene sia indispensabile proseguire le indagini: “sono in corso delle indagini delegate alla pg ed è necessaria un’ accurata valutazione della copiosa documentazione”. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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