Crollo nel liceo dove studiò Gramsci: tre feriti
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fonte:
- Il Giornale
Piovono calcinacci in classe. Gli studenti: «Nostre vite a rischio» Ore 10, lezioni in corso, i ragazzi sono impegnati ad ascoltare il prof: all’ improvviso una parte del soffitto si stacca e piomba sulla testa di chi è sotto. Momenti di paura. Poteva diventare una tragedia il «piccolo» crollo che si è verificato ieri mattina nel Liceo classico «Dettori» di Cagliari,dove studio l’ intellettuale Antonio Gramsci. L’ ennesimo caso in un mondo, la scuola, che non gode di buona salute. Bastava un calcinaccio nel punto sbagliato e sarebbe stata una tragedia. E comunque ci sono stati tre feriti: due ragazzi e un docente. «La professoressa è stata subito medicata e trasferita in ospedale e per i ragazzi la situazione non è così grave», ha fatto sapere la presidenza dell’ istituto. Per un’ altra giovane è stato consigliato il controllo medico. Sul posto sono intervenuti subito i vigili del fuoco per le verifiche del caso. Solidarietà e sostegno sono arrivati dal ministro dell’ Istruzione Maria Chiara Carrozza. La parola ora passerà agli inquirenti: la procura di Cagliari, infatti, sta valutando se aprire un fascicolo. Il Codacons per parte sua è sceso in campo consigliando di«chiedere i danni al ministero dell’ Istruzione in relazione ai rischi corsi ai mancati provvedimenti per la messa in sicurezza degli istituti italiani». A dare manforte Legambiente, che per bocca del presidente della Commissione Ambiente della Camera Ermete Realacci sulla questione sicurezza ipotizza la revisione del «patto di stabilità interno ». Stando ai numeri un edificio scolastico su quattro necessita interventi. Poi i commenti dell’ Unione degli Studenti in Sardegna: «Questo non è che uno dei molti casi in cui la vita stessa degli studenti è messa a repentaglio – . Troppe volte abbiamo denunciato le condizione spaventose in cui sono ridotte le scuole isolane- proseguono-Dall’ amiantodegli istituti di Sant’ Antioco agli allagamenti dell’ artistico di Quartu, è lampante che la situazione è tragica ed emergenziale». Già durante le manifestazioni del 15 e del 22 novembre avevano lanciato l’ accusa alle regionali «per l’ indifferenza e la superficialità con cui si è trattata questa tematica», lasciando in maniera provocatoria un manichino ricoperto di macerie di fronte al palazzo regionale.
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