30 Ottobre 2014

Il notaio Conte a giudizio: risarcirò tutti

Il notaio Conte a giudizio: risarcirò tutti

Nessun rito alternativo per il notaio Fabio Conte. Il professionista udinese di 50 anni accusato di avere intascato da 329 clienti imposte di registro per compravendite o permute per un totale di 585.773 euro, senza poi versane le somme, ha deciso di affrontare il processo dibattimentale. L’ obiettivo, hanno fatto sapere gli avvocati Alberto Tedeschi e Stefano Mauro che lo assistono, è di difendersi a tutto campo, portando in istruttoria elementi anche tecnici, in grado di spiegare il mancato pagamento all’ Agenzia delle entrate. Il gup del tribunale di Udine, Daniele Faleschini Barnaba, di fronte al quale ieri è stata discussa l’ udienza preliminare, ne ha dunque disposto il rinvio a giudizio, fissando l’ inizio del processo davanti al tribunale collegiale per il prossimo 13 marzo. All’ elenco dei cinquanta legali che già nella scorsa udienza avevano presentato istanza di costituzione di parte civile per un numero complessivamente superiore di persone, nel frattempo si sono aggiunti altri due avvocati. A chiedere il risarcimento dei danni a Conte ci sono anche il Consiglio notarile distrettuale di Udine e Tolmezzo e quello nazionale e le sigle delle associazioni Codacons e Federconsumatori. Dal canto suo, il notaio ha annunciato la volontà di reperire le somme necessarie a soddisfare le richieste di tutti i clienti entro la fine del processo di primo grado. Avendo optato per l’ istruttoria dibattimentale, le difese si sono riservate di discutere in quella sede, nelle questioni preliminari, l’ eventuale richiesta di esclusione di alcune parti civili. A non convincere, in particolare, è la posizione del Codacons che, secondo la difesa, non avendo subìto alcun danno concreto come invece successo ai singoli cittadini, non sarebbe legittimato a pretendere alcunchè. Nel capo d’ imputazione, il procuratore facente funzioni Raffaele Tito parla di un totale di 161 omessi versamenti alle Entrate e contesta al notaio le ipotesi di reato di peculato, falso ideologico ed evasione dell’ Iva. «Gli atti incappati nel mancato pagamento – hanno precisato i suoi difensori – rappresentano all’ incirca un quinto di quelli complessivamente disposti dal notaio nel periodo in contestazione, dal novembre 2012 al settembre 2013. E questo è avvenuto per una mancanza momentanea di fondi sui conti correnti con i quali operava». Nei giorni scorsi, intanto, la prima sezione civile della Corte di appello di Venezia aveva decretato la sospensione di Conte dall’ albo notarile, almeno fino a quando il procedimento penale a suo carico non sarà definito. La comunicazione al legale Enrico Leoncini, che segue il procedimento disciplinare a carico del notaio, è arrivata in risposta ai due reclami presentati il 2 ottobre scorso nei confronti dei provvedimenti che erano stati adottati dalla Commissione regionale disciplinare notarile di Venezia. (l.d.f.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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