30 Ottobre 2014

Spese pazze, per i conti del 2010 indagati in 45

Spese pazze, per i conti del 2010 indagati in 45

DANIELE CAROTTI Ancona Indagini sulle spese del consiglio regionale fino in primavera a ridosso delle elezioni regionali. E’ il quadro che potrebbe aprirsi con la nuova istanza di proroga dell’ inchiesta sulle presunte ‘spese pazze’ dell’ Assemblea legislativa relativa ai fatti risalenti all’ anno 2010. Si tratta solo di una parte dell’ inchiesta avviata nell’ ottobre 2012 con una perquisizione negli uffici del Consiglio e che prende in considerazione tutto il periodo compreso tra il 2008 e il 2012. Dopo aver già chiesto e ottenuto un supplemento di tempo per la tranche relativa al 2012, in scadenza a gennaio, il pm Giovanna Lebboroni ha fatto il bis inviando una nuova istanza al giudice per le indagini preliminari, per ulteriori sei mesi di indagini. Questa volta il periodo (dal 26 settembre 2014 al 26 marzo 2015) è il 2010: per il 2012 erano stati indagati 42 consiglieri regionali e 5 addetti ai gruppi; per il 2010 sono 40 i consiglieri (ed ex consiglieri) tirati in ballo (tutti quelli della prima tranche meno Antonio Canzian (Pd) e Luca Marconi (Udc) oltre a cinque addetti alle segreterie di cui tre diversi dai precedenti. L’ ipotesi di reato è comunque la stessa: concorso in peculato. Nel mirino dei magistrati spese, secondo l’ accusa, poco istituzionali: dalle cene alle mimose per le colleghe, dai rimborsi per convegni ad altre spese che non avrebbero riguardato strettamente l’ ambito di attività politica consiliare. Parti offese nel procedimento sono indicate la Regione Marche e il Codacons. Tra i 40 sono compresi il governatore Gian Mario Spacca, il segretario regionale del Pd Francesco Comi e l’ ex vice presidente della Giunta e attuale deputato Pd Paolo Petrini. Gli inquirenti non hanno mai nascosto l’ intenzione di chiudere insieme l’ intera inchiesta e dunque, se gli accertamenti andranno per le lunghe, il termine ultimo potrebbe slittare in primavera. Nella richiesta di proroga di sei mesi, il pubblico ministero fa riferimento al fatto che “entro tale termine non possono concludersi le indagini preliminari dei fatti in causa vista la complessità della vicenda processuale”. Il magistrato ritiene sia indispensabile proseguire le indagini: “sono in corso delle indagini delegate alla pg ed è necessaria un’ accurata valutazione della copiosa documentazione”. Dopo le notifiche ai difensori degli indagati, questi ultimi avranno la possibilità di presentare opposizione (nessuno si era opposto all’ istanza del pm per i fatti relativi al 2012) e poi il giudice deciderà se accogliere l’ istanza della procura guidata da Elisabetta Melotti. Questi i nomi degli indagati per la parte d’ inchiesta che riguarda il 2010: il presidente Gian Mario Spacca (gruppo Gian Mario Spacca presidente), Fabio Badiali, Gianluca Busilacchi, Francesco Comi, Enzo Giancarli, Sara Giannini, Marco Luchetti, Almerino Mezzolani, Rosalba Ortenzi, Paolo Perazzoli, Paolo Petrini, Mirco Ricci, Angelo Sciapichetti e Gino Traversini (Pd), Francesco Massi Gentiloni Silveri, Giacomo Bugaro, Daniele Silvetti, Mirco Carloni, Francesco Acquaroli, Graziella Ciriaci, Elisabetta Foschi, Enzo Marangoni, Giulio Natali, Franca Romagnoli, Umberto Trenta, Giovanni Zinni (ex Pdl) Giancarlo D’ Anna (gruppo Misto), Raffaele Bucciarelli (Federazione Sinistra), Erminio Marinelli (Per le Marche), Roberto Zaffini (Lega Nord), Moreno Pieroni (Psi), Massimo Binci (Sel), Maura Malaspina, Valeriano Camela (Udc), Luca Acacia Scarpetti (Idv), Paolo Eusebi, Paola Giorgi (Centro Democratico), Sandro Donati (Per l’ Italia), Adriano Cardogna (Verdi), Dino Latini (Liste Civiche per l’ Italia). I cinque addetti ai gruppi sono Roberto Oscar Ricci, Massimo Di Furia, Giuseppe Pieroni, Andrea Filippini e Giuseppe Canducci. Rispetto all’ altra tranche d’ inchiesta, non compaiono gli addetti ai gruppi Claudio Olmeda e Fabio Pagnotta. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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