30 Ottobre 2014

Tra le pieghe della manovra rispunta il ponte sullo Stretto

Tra le pieghe della manovra rispunta il ponte sullo Stretto

ROMA – Guerra di tabelle per il ponte sullo Stretto. Il Def – denunciano in una interrogazione urgente i deputati di Sel – nel suo allegato infrastrutture riattribuisce alla Società Ponte Stretto risorse per 1,3 miliardi già cancellate dal Cipe. Invitano così il ministro dei trasporti, Maurizio Lupi, a correggere l’ errore. «Nessun rifinanziamento», risponde però il ministero secondo il quale la tabella “giusta”, tra le molte che caratterizzano il documento, è quella che guarda allo «stato di avanzamento delle infrastrutture strategiche» e che alla voce «Ponte Stretto Messina» non riporta stanziamento. L’ interrogazione del capogruppo di Sel, Arturo Scotto, e degli altri deputati dell’ opposizione, è dettagliatissima e nell’ allegato infrastrutture al Def la tabella che revoca e riassegna risorse indica sia le somme solte sia quelle riattribuite: 1 miliardo e 287 milioni che vanno alla Società Stretto di Messina. La stessa tabella, qualche pagina più in la, assegna anche altri 50 milioni alla stessa società: nella colonna delle revoche vengono tolti 50,9 milioni alle attività di progettazione per interventi non deliberati, nella colonna delle riassegnazioni ne vengono invece attribuiti 50 alla «Stretto di Messina». L’ interrogazione di Sel istilla il dubbio che ci sia un cambio di strategia. Per questo vengono riportate tutte le recenti dichiarazioni del ministro Lupi nelle quali si sostiene che il ponte sullo Stretto è «assolutamente necessario e indispensabile». Il ministro – viene ricordato – considera inoltre l’ opera un completamento delle infrastrutture viarie della Sicilia e della Salerno-Reggio Calabria. Ma viene anche ricordato che lo scorso 31 luglio il Cipe ha revocato quel finanziamento. «Come con Berlusconi tornano i finanziamenti», attaccano i deputati di Sinistra ecologia e libertà che chiedono di «correggere immediatamente, quello che si auspica sia un grossolano errore». Il M5s, invece, ricordano quando il premier Matteo Renzi nel 2012 si diceva contrario. Subito il tema rimbalza nei commenti degli ambientalisti, dal Wwf ai Verdi, che parlando di «schiaffo all’ Italia». Il presidente della commissione Ambiente, Ermete Realacci (Pd) appare incredulo: «Ponte resuscitato? – commenta – Sarebbe da Scherzi a parte». Anche il Codacons chiede chiarimenti e minaccia, nel caso, un esposto alla Corte dei conti per l’ uso di soldi che potrebbero invece servire ad aiutare le famiglie del Sud. La nota del ministero non lascia però adito a dubbi. Non c’ è rifinanziamento, spiega. La tabella incriminata, anche se contenuta nel documento depositato qualche giorno fa, riporta quanto riportato sul sito del Cipe dal dicembre scorso. Come dire, non è aggiornata E per assicurare sul fatto che non ci sono rifinanziamenti rinvia allo schema che fissa lo stato di avanzamento di tutte le grandi infrastrutture strategiche. Alla voce Ponte Stretto non figura alcun importo. Corrado Chiominto.

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