«Cardiologia, prove inutilizzabili»
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fonte:
- La Nuova Prima Pagina
Resterà a Modena il caso-Cardiologia e si appresta a entrare nel vivo il complesso procedimento giudiziario successivo a «Camici sporchi», l’inchiesta dei carabinieri del Nas che ha portato nel novembre 2012 all’arresto di 9 medici legati al reparto di Cardiologia del Policlinico per presunte sperimentazioni illecite e che vede una cinquantina di indagati tra medici, ricercatori, amministratori di società del biomedicale italiane ed estere e altre aziende. Dopo che la scorsa settimana si era affrontata la vicenda stralciata di Ahmed Rezq, presunto arabo originario degli Emirati che sarebbe stato un medico-fantasma, ieri in Tribunale in una nuova udienza preliminare davanti al giudice Andrea Romito è discussa la questione della territorialità del procedimento. Alcuni difensori avevano rilevato infatti la possibilità di «spacchettare» l’iter giudiziario da Modena in altre città a seguito delle richieste di stralcio di singoli episodi di corruzione che, secondo i difensori, potrebbero essersi concretizzati altrove, nelle città nelle quali vivono persone e aziende coinvolte nell’inchiesta (come Bologna) che qui avrebbero effettivamente beneficiato degli eventuali «scambi». Ma il gup ha detto che no, questa visione è da escludere perché risulterebbe maggiore il peso dell’ipotesi di associazione a delinquere, contestata per i reati principali, che sarebbe nata e avrebbe avuto luogo a Modena. Perciò il procedimento rimarrà nella nostra città.L’altro punto importante dell’udienza di ieri ha riguardato un’eccezione sollevata da diversi difensori connessa alla presunta inutilizzabilità di alcune prove. In buona sostanza gli avvocati hanno fatto presente al giudice che secondo il loro punto di vista ci sono svariate attività di indagine che risulterebbero eseguite dagli inquirenti, coordinati dal pm Marco Niccolini, fuori dai termini di legge: questo, hanno sostenuto, stride col fatto che che siano utilizzabili nel processo perché appunto svolte in maniera non legittima. Il periodo «discusso» va dal dicembre del 2011 al giugno del 2012, nel quale sono avvenute diverse iscrizioni nel registro degli indagati, e secondo i legali gli accertamenti del Nas coordinato dalla Procura in alcune fasi di quel semestre non avrebbero avuto la necessaria «certificazione» da parte del gip Paola Losavio per la necessaria proroga utilizzata dalla Procura. In quel periodo le indagini condusseero al sequestro di documentazione su diversi camici bianchi indagati; atti riferiti anche alla richiesta dell’emissione di misure cautelari dello stesso giudice per le indagini preliminari. Insomma, la questione non è da poco – ieri il pm ha poi replicato a questi rilievi – e il gup Romito è chiamato a una decisione significativa che potrebbe avere un effetto a cascata sull’intero procedimento. Il parere del giudice sarà pronunciato lunedì prossimo, il 3 novembre, nella successiva udienza preliminare.Tra una settimana sarà discussa inoltre l’altra eccezione ancora in ballo relativa alla validità dell’acquisizione di alcune decine di file, dai computer degli indagati, messa in atto con l’intrusione di un finto-virus nelle caselle mail degli stessi soggetti. Un metodo che – hanno contestato le scorse settimane i difensori a più voci – sarebbe equiparabile a una perquisizione effettuata senza il via libera del gip.
Giancarlo Scarpa
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