Biciclette, strade trabocchetto tra incroci e precedenze dubbie
-
fonte:
- Gazzetta di Modena
di Saverio Cioce Precedenze agli incroci, visibilità notturna e diurna, sicurezza passiva e attiva dei mezzi a due ruote. Sono questi i punti nodali che riemergono ogni volta che un incidente in bicicletta riporta alla ribalta la sicurezza delle due ruote e degli utilizzatori. I partiti contrapposti dei sostenitori delle due e quattro ruote riescono a disputare dell’ uso prioritario delle carreggiate anche perché da quando ci sono le piste ciclabili, a Modena un reticolo spezzettato di quasi 200 km, i conflitti si sono spostati agli incroci, dove le frenate all’ ultimo centimetro sono diventate frequentissime, con annessi litigi. Il nodo delle precedenze, con le piste che affiancano strade di grande scorrimento, scavalcano scuole e passano addirittura in mezzo ai tavolini dei bar, arrivano anche nelle aule giudiziarie quando si passa al risarcimento dei danni per gli incidenti. Negli ultimi cinque anni la media dei sinistri in cui sono stati coinvolti i mezzi a due ruote è passato dai 246 del 2009 con un morto, ai 241 del 2010 (sempre un morto) sino al picco del 2011, con 271 incidenti e tre morti. Le cifre sono calate nell’ anno seguente, quello del terremoto, con 225 sinistri e due morti per rimanere sostanzialmente stabili l’ anno scorso: 230 incidenti con un morto. Quest’ anno la contabilità tenuta dalla Polizia municipale parla per il solo primo semestre di 109 incidenti e un morto. Il risultato dei conflitti sulle precedenze? I contrasti si scaricato sulle spalle dei giudici, evitabili con una segnaletica adeguata che segua il codice della strada. Il Comune dal canto suo sottolinea una media nel 2012 di 1,20 incidenti con ciclisti su 1000 abitanti (contro i 2,59 di Ferrara e 0,47 di Bologna). Inoltre ha annunciato una revisione della segnaletica sulle ciclabili, arrivata a 3600 cartelli, soprattutto agli incroci dove si verifica la grande maggioranza degli scontri. «Le regole ci sono ma a Modena vengono interpretate in modo fantasioso – attacca Fabio Galli, presidente del Codacons – In questi anni abbiamo seguito una ventina di casi in cui i ciclisti che attraversavano sulle strisce pedonali – e senza scendere dalla bici – sono stati investiti ma non hanno avuto risarcimenti significativi perché avevano violato il codice. Infatti non tutti sanno che la regola prevede di scendere dalla bici se per attraversare una strada ci sono le sole strisce pedonali all’ incrocio. È scomodo ma è così: solo se lì a fianco ci sono i riquadri bianchi è possibile avere la precedenza e passare senza scendere, continuando a pedalare. Ed è qui il guaio: mentre la legge prevede uno spazio da uno a due metri per far passare il ciclista nella nostra città gli spazi quasi mai superano il mezzo metro e i ciclisti passano sulle strisce. E in questa stagione, che fa buio presto, migliaia di ciclisti sono in strada nelle ore di punta».
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- TRASPORTI
-
Tags: biciclette, Fabio Galli, piste ciclabili, sicurezza, strade
