25 Ottobre 2014

Rivolta contro una tassa ingiusta

Rivolta contro una tassa ingiusta

UNA tassa salatissima, una mazzata sulla testa dei vibonesi. Ciò nonostante l’ agosto peggiore della storia, con Vibo e frazioni seppellite per circa un mese sotto centinaia di tonnellate di rifiuti. Ciò nonostante il servizio di raccolta dei rifiuti proceda, ancora oggi, a singhiozzo e la situazione di intollerabile degrado urbano e scarsa igiene ambientale ciclicamente si riproponga. E’ per questo che Codacons e Adoc, con la collaborazione del Comitato No -Tari, del Forum delle Associazioni e di molti cittadini hanno presentato un esposto e diffida con istanza di applicazione dello sgravio previsto per legge dell’ imposta Tari, oltre che al Comune di Vibo, anche a Prefettura, Asp, Arpacal, Autorità nazionale anticorruzione, Presidenza del Consiglio, Ministero dell’ Interno, Ministero della Salute, Garante del contribuente e ad altri enti a vario titolo coinvolti nella vicenda dell’ emergenza rifiuti. Nell’ esposto vengono evidenziati «tutti gli esiti nefasti che la completa mancanza di raccolta ha comportato, conseguenze che tutti gli abitanti (e turisti) drammaticamente conoscono». Ma ciò che viene particolarmente sottolinearo è che «nonostante le pretese dell’ assessore ai tributi», lo sgravio a beneficio dei cittadini non solo è legittimo ma è anche doveroso. Gli aderenti all’ esposto, poi, sostengono come «l’ amministrazione sia completamente in mala fede», citando una serie di scambi epistolari. Alcuni interni al Comune, laddove il segretario, interpellato dall’ assessore ai Tributi sui termini normativi dello sgravio fiscale, sosteneva di non essere a conoscenza «se ci sia stata, da parte dell’ autorità sanitaria, un riconoscimento di tale situazione di danno o pericolo alle persone o all’ ambiente». Altri ai più alti livelli istituzionali come la lettera che la Presidenza del Consiglio scriveva alla Prefettura il 31 luglio scorso, invitando l’ Utg a voler fornire notizia «stante il permanere della grave situazione igienico -sanitaria […] che perdura da molto tempo, causando inoltre, la proliferazione di roditori e altri animali randagi». Insomma, una situazione paradossale: pagare tasse salatissime per un servizio che non c’ è e che, non essendoci, aggrava i rischi per la salute pubblica. Non esitano, i firmatari ell’ esposto, a richiamare anche ciò che disse a suo tempo il capo del Dipartimento di prevenzione dell’ Asp Cesare Pasqua, che ha pubblicamente ha accusato il sindaco di «aver creato un tale disagio e tanti e tali rischi sanitari […]». Chiosa la nota diffusa agli organi di stampa: «Il fine ultimo della nostra azione è indirizzato all’ ottenimento di quella certificazione, che pare ovvia ai cittadini, ma non agli orbi amministratori, che cristallizzi in maniera definitiva che quello che è successo a Vibo Valentia nel 2014 non è tollerabile e non debba ripetersi mai più. Permettere che questa questione possa essere ridimensionata a normalità, significherebbe essere complici del degrado che colpirebbe il diritto alla civiltà delle generazioni future. Invitiamo sempre i cittadini a voler visitare il sito www.vibovalentiaviva.it/tari2014 per scaricare i moduli necessari all’ adesione a questa iniziativa e tenersi aggiornati sulla vicenda».
 

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