«Solo una pessima gestione»
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fonte:
- Il quotidiano della Calabria
NEL corso degli ultimi anni Il Forum delle associazioni vibonesi è ripetutamente intervenuto, attraverso i vari mezzi d’ informazione, sul problema dei rifiuti evidenziandone la pessima gestione che veniva portata avanti da questa amministrazione e preconizzando l’ emergenza che si è poi puntualmente verificata con i devastanti scenari cittadini degni di un film dell’ orrore, che resterà a lungo nella memoria dei vibonesi. Tocca ora tornarci, prima di tutto per lanciare un ennesimo appello: alle autorità giudiziarie (Corte dei Conti e Procura della Repubblica) per sapere a che punto sono le indagini attivate a seguito degli esposti presentati da tempo insieme alle associazioni per la tutela dei diritti dei consumatori; all’ Ufficio territoriale del governo, che a tutt’ oggi non ha dato corso alla richiesta della Presidenza del Consiglio dei Ministri che lo invitava a riscontrare le pressanti richieste di informazioni avanzate dal Codacons; all’ Asp che, a seguito di analoghe richieste dei sodalizi, continua a non relazionare sulla vicenda alla Regione Calabria malgrado questa l’ abbia perentoriamente invitata a farlo. Ma soprattutto vogliamo oggi analizzare un aspetto che tocca direttamente le tasche dei vibonesi, peraltro già abbondantemente svuotate da balzelli di ogni tipo, locali e non. Parliamo delle recenti cartelle esattoriali sulla Tari che, congiuntamente agli indecorosi accumuli di immondizie lungo le strade, generano nel cittadino comune forte perplessità sull’ obbligo di corrispondere il tributo, in presenza di un servizio che, al minimo, può definirsi fortemente parziale, saltuario, inefficiente e, per gli effetti che determina, pericoloso per la salute. Sembra che gli accesi dibattiti tra le autorità cittadine abbiano però risolto il quesito: il tributo deve essere corrisposto nella sua interezza anche se non c’ è stato il regolare espletamento del servizio. Chi lo dice? Secondo gli uffici comunali (sulla base di una lettura parziale della norma) lo direbbe lo stesso legislatore, che subordina la riduzione ad una “interruzione del servizio per motivi sindacali o per imprevedibili impedimenti organizzativi che abbiano determinato una situazione riconosciuta dall’ autorita’ sanitaria di danno opericolo di danno alle persone o all’ ambiente” (articolo 1 comma 656 della legge 147/2013). Così si dice, ed in effetti così si legge. Ma nelle stesso articolo è scritto anche che la riduzione spetta “in caso di mancato svolgimento del servizio di gestione dei rifiuti, ovvero di effettuazione dello stesso in grave violazione della disciplina di riferimento”. La norma insomma deve essere letta nella sua estensione e non possono valere considerazione di ordine politico o finanziario per limitarne la portata; è giusto che i cittadini paghino il tributo nella sua interezza se il disservizio è dovuto a circostanze oggettivamente impeditive, (quali per l’ appunto scioperi sindacali od oggettive difficoltà organizzative), salvo che non ne derivino pericoli alla salute pubblica; in mancanza di siffatte ragioni giustificative, ciò che rile va è esclusivamente la mancanza od insufficienza del servizio in sé considerata, fatta salva (a differenza dell’ altra ipotesi) la responsabilità amministrativocontabile degli operatori pubblici e privati (impresa appaltatrice) peri danni arrecati al Comune ed alla collettività. In questa ottica si muove l’ iniziativa del Codacons e dell’ Adoc, con la piena adesione del Forum delle associazioni vibonesi che, a difesa degli interessi dei cittadini, hanno denunciato il disservizio alle competenti autorità ed hanno stilato un fac-simile da utilizzare per richiedere al Comune lo sgravio dell’ 80% della Tari anno 2014; in esso, infatti, il riferimento agli inconve nienti di ordine sanitario riconosciuti dall’ autorità sanitaria ha una funzione meramente rafforzativa della richiesta, ma non ne costituisce il presupposto che è giustamente e correttamente rinvenuto nell’ espletamento del servizio in grave violazione alla normativa che disciplina il ritiro e lo smaltimento degli Rsu Peraltro è tutto da dimostrare che in città non ricorrano entrambe le condizioni contemplate dall’ articolo 1 comma 656 della legge 147/2013, salvo che non si voglia affermare, in violazione a qualsiasi logica, che “il danno o pericolo di danno alle persone e all’ ambiente” non ci sia stato (ieri come oggi) per il solo fatto che le autorità a ciò preposte abbiano omesso di certificare un fatto che era sotto gli occhi di tutti, Ovvero abbiano scelto un’ altra forma per dichiararlo, tipo l’ intervista televisiva resa dal dirigente del dipartimento Prevenzione Cesare Pasqua. Non possiamo e non vogliamo pretendere di avere il monopolio dell’ interpretazione autentica della norma in questione, ma è incontestabile che la pretesa dell’ amministrazione comunale al pagamento del tributo per un servizio non reso non può che apparire espressione di forte arroganza politica e amministrativa; la risposta del cittadino,e per esso delle associazioni Codacons, Adoc e Forum delle associazioni vibonesi, deve essere letta ed interpretata come legittima reazione e affermazione della propria dignità innanzi ai pubblici poteri. Sia ben chiaro: non si chiede di non pagare le tasse, ma si pretende che, se esatte, i servizi vengano espletati. Ciò nella logica comune e nella legge. Pippo Romano e Antonio D’ Agostino Forum delle associazioni vibonesi.
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