«Abuso d’ ufficio, Zaia sospenda Bonavina»
i sanitari ricorrono al
tar contro le sospensioni e il dg ha chiesto una nuova misura
disciplinare. «ma parlerò solo a indagine conclusa»
Il Codacons chiede al governatore del Veneto, Luca Zaia, la testa del direttore generale dell’ Ulss 20, Maria Giuseppina Bonavina. La richiesta è contenuta in un esposto-denuncia che il Coordinamento di associazioni per la tutela dei diritti di utenti e consumatori (cui si sono affiliati cinque dirigenti medici in servizio al Sert di via Germania) ha spedito ai vertici dell’ azienda sanitaria cittadina e della Regione e alla Procura scaligera. La vicenda da cui parte l’ esposto-denuncia è quella del software clinico MFP, messo a punto negli anni dai medici del Sert e utilizzato in molte regioni per la gestione clinica dei pazienti tossicodipendenti. Per aver chiesto – nel dicembre 2013 – alla ditta informatica che collaborava con il Sert il pagamento all’ Ulss 20 dei diritti intellettuali del software, cinque medici lo scorso luglio sono stati sospesi dall’ Ufficio provvedimenti disciplinari. Contro il provvedimento disciplinare tre medici hanno presentato ricorso al Tar (Tribunale amministrativo regionale), provocando da parte del dg Bonavina una reazione che per il Codacons si configura come «abuso di mezzi di correzione». Come si legge nell’ esposto-denuncia «l’ 8 ottobre il dg Bonavina ha trasmesso all’ Ufficio provvedimenti disciplinari il ricorso al Tar, avviando un nuovo procedimento disciplinare nei confronti di tre medici». «Tale comportamento», scrive l’ avvocato Giuseppe Ursini, presidente nazionale del Codacons, «è da considerarsi un abuso dello strumento disciplinare in capo alla pubblica amministrazione ed è in totale sfregio del codice etico aziendale dell’ Ulss 20. Nel comportamento perpetrato dalla dg Bonavina potrebbero anche ravvisarsi i reati di violenza privata, tentata estorsione e minaccia, considerando la trasmissione del ricorso come un presumibile atteggiamento violento o minaccioso volto a ottenere dai medici un comportamento remissivo riguardo alla tutela dei loro diritti. Ma soprattutto, il dg ha violato il diritto sull’ equo processo». I tre medici, argomenta il Codacons, hanno tutti i diritti a chiedere un trattamento giudiziario imparziale delle vicende che li riguarda. Dopo aver rimarcato la «violazione di norme civili, penali e comunitarie», il Codacons chiede al governatore Zaia «di attivare un provvedimento disciplinare, nonchè la sospensione cautelativa o la revoca del mandato al dg Bonavina, una dirigente che intimidisce i dipendenti e induce la commissione a commettere un reato». In proposito, il Codacons chiede che «il responsabile dell’ Ufficio disciplinare dell’ Ulss 20, Paolo Montresor, voglia – nel valutare l’ indebita e illegittima proposta di attivazione del secondo provvedimento disciplinare – rendere conto se vi siano state violazioni di diritti fondamentali nei confronti dei tre medici». Sotto il profilo penale, il Codacons chiede «alla Procura di procedere, qualora ve ne fossero gli estremi, per i reati di abuso di mezzi di correzione, maltrattamenti, abuso d’ ufficio, violenza privata, minaccia e estorsione». Richiesta di una dichiarazione, il direttore generale Bonavina chiarisce di «non voler per il momento rilasciare un commento, preferendo parlare alla chiusura dell’ inchiesta in corso». P.COL.
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