24 Ottobre 2014

Vince la protesta dei passeggini Stop del Tar ai rincari nei nidi

Vince la protesta dei passeggini Stop del Tar ai rincari nei nidi

LORENZO D’ ALBERGO IL TAR impone lo stop sull’ aumento delle rette degli asili nido comunali e, dopo la protesta del “movimento dei passeggini”, il Campidoglio è costretto a fare un passo indietro. Con un’ ordinanza, i magistrati amministrativi della seconda sezione hanno sospeso gli aumenti deliberati dall’ assemblea capitolina lo scorso 24 luglio. A impugnare la determinazione con cui si approvava il nuovo sistema tariffario valido a partire dall’ anno educativo già in corso sono stati oltre 200 genitori. Singolarmente o in qualità di soci del Moige (Movimento italiano genitori onlus), Forum delle associazioni familiari del Lazio e Famiglia Piccola Chiesa, ieri hanno ottenuto una prima vittoria davanti ai giudici di via Flaminia. Il contenuto del dispositivo è chiaro: la graduatoria definitiva degli asili nido del Comune è stata pubblicata il 19 giugno ed è scattato il termine di otto giorni per perfezionare l’ iscrizione, mentre i rincari sono arrivati soltanto un mese dopo. Il Tar, quindi, non ha potuto far altro che sospendere il provvedimento impugnato dai genitori e fissare l’ udienza in cui si entrerà nel merito della questione per il prossimo 9 gennaio. Bloccati, quindi, gli aumenti compresi tra il 7 per cento per le fasce Isee più basse e il 15 per cento per i redditi più alti dopo 14 anni a rette invariate. «Credo che il sindaco Marino ora debba chiedere scusa a tutti i genitori che hanno pagato le prime due rate con gli aumenti che i giudici hanno bloccato», attacca Gigi De Palo, l’ ex assessore alla Scuola che ha coordinato le proteste e la battaglia legale dei genitori. «Andrebbe emanata una circolare dove si dichiara il ritorno alle tariffe precedenti – continua l’ attuale consigliere comunale di CittadinixRoma – oggi la family-action si è dimostrata più forte del primo cittadino, che voleva cambiare le regole a partita iniziata. Davide ha sconfitto Golia». Festeggia anche il Codacons. L’ associazione dei consumatori ha supportato il ricorso delle famiglie: «Abbiamo inviato una diffida al sindaco – spiega il presidente Carlo Rienzi – affinché restituisca le maggiori somme pagate a causa degli aumenti». L’ assessore alla scuola Alessandra Cattoi ha già assicurato che i rimborsi arriveranno a stretto giro di posta: «Per i pochi casi di rette già pagate, si provvederà a scalare la differenza della prossime quote o a restituirle per intero. Le rate a questo punto saranno ricalcolate secondo le vecchie tariffe». Almeno fino alla sentenza definitiva, che arriverà soltanto nel 2015. Fermo restando il rispetto dell’ ordinanza («Gli atti dei tribunali non si commentano, ma si applicano»), il sindaco Ignazio Marino invita alla riflessione: «In un momento di crisi in cui si chiedono sacrifici a tutti gli italiani, è giusto che Roma applichi un criterio di disuguaglianza che permetterà al terzo figlio di un professionista che guadagna 150mila euro all’ anno e al terzo figlio di una persona che ha un reddito di 10mila euro all’ anno di avere entrambi l’ esenzione? Dal mio punto di vista è un’ ingiustizia sociale». «Le famiglie che hanno protestato in Campidoglio si sentono umiliate – ribatte l’ ex assessore De Palo – e il sindaco farebbe meglio a dire che ha sbagliato. La maggior parte dei nuclei che non avranno l’ esenzione a partire dal terzo figlio ha un reddito medio mensile di duemila euro a famiglia ». © RIPRODUZIONE RISERVATA

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