24 Ottobre 2014

Asili nido, il Tar congela gli aumenti

Asili nido, il Tar congela gli aumenti

LA DECISIONE Le tariffe degli asili nido comunali resteranno invariate, uguali a quelle dello scorso anno educativo, almeno fino a gennaio. Lo ha stabilito il Tar del Lazio, sospendendo gli aumenti deliberati dal Campidoglio, in una delibera propedeutica al bilancio 2014 approvata dal consiglio comunale in piena estate. Quando, come rilevato dai giudici amministrativi, il bando per le iscrizioni dei bimbi alle strutture comunali era già chiuso da tempo. E i genitori avevano completato le pratiche quando erano ancora in vigore le vecchie tariffe. Il Tar, che ha fissato per il 9 gennaio la discussione nel merito del ricorso, ha così accolto la richiesta di sospensiva avanzata da 251 famiglie e da alcune associazioni, coordinate dall’ ex assessore alla famiglia Gianluigi De Palo, alle quali si è unito anche il Codacons. I RINCARI Gli aumenti stabiliti dalla delibera dell’ assemblea capitolina erano compresi tra il 7 per cento, per le fasce Isee più basse, e il 15 per cento per i redditi più alti. Inoltre era stata decisa anche l’ abolizione dell’ esenzione per il terzo figlio (prevista solo per redditi fino a 10 mila euro). Una partita che, per le casse di Palazzo Senatorio, vale circa 3,5 milioni di euro. La decisione del Tar non convince Ignazio Marino: «È giusto che Roma applichi un criterio di disuguaglianza sociale che permetterà al terzo figlio di un professionista che guadagna 150 mila euro l’ anno e al terzo figlio di una persona che ha un reddito di 10 mila l’ anno, di avere l’ esenzione, facendo quindi pagare ai cittadini la totalità del costo del posto dell’ asilo nido? – chiede il sindaco – Dal mio punto di vista è un’ ingiustizia sociale». I Municipi, nel frattempo, invieranno alle famiglie i bollettini per pagare le rette con le vecchie tariffe. LE REAZIONI L’ opposizione plaude alla sentenza: «Non amo fare polemiche – sottolinea De Palo – ma credo che il sindaco dovrebbe chiedere scusa a tutte le mamme e i papà che hanno pagato le prime due rate dell’ asilo nido con quegli aumenti che, come ha confermato il Tar, non erano legittimi». L’ ordinanza, commenta il coordinatore romano Ncd Gianni Sammarco, «restituisce un po’ di serenità alle famiglie romane, contro le vessazioni di un’ amministrazione che sta riuscendo nell’ impresa titanica di danneggiare tutte le categorie». Secondo Fabrizio Ghera, capogruppo capitolino Fdi-An, «l’ incapacità gestionale e amministrativa della sinistra sta mettendo a rischio l’ intero comparto educativo scolastico,». Alessandro Onorato, capogruppo della Lista Marchini, descrive gli aumenti come «una vera e propria truffa ai danni di chi porta avanti la società senza aiuto delle istituzioni». Ma anche Luciano Nobili, vice segretario romano del Pd, sostiene che «sulle tariffe degli asili è stato commesso qualche errore di troppo: a questo punto è opportuno adeguarsi quanto prima alla decisione del Tar». Fabio Rossi © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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