21 Ottobre 2014

Legge di stabilità, il testo arriva al Quirinale, ma manca la bollinatura della Ragioneria di Stato

Legge di stabilità, il testo arriva al Quirinale, ma manca la bollinatura della Ragioneria di Stato

Il testo della Legge di Stabilità è arrivato al Quirinale , dove Renzi si è recato per incontrare il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. “Adesso – fa sapere il Colle – sarà oggetto di un attento esame essendo per sua natura un provvedimento molto complesso”. Tra le ultime novità vi è il posticipo del pagamento delle pensioni al 10 di ogni mese a partire dal 2015, ipotesi ancora da confermare, ma che ha messo in allarme consumatori e sindacati. Il Codacons si accinge a promuovere un’ azione collettiva per diffidare l’ Inps dall’ applicare la nuova disposizione, che potrebbe provocare disagi a molti pensionati per le scadenze di fine mese. L’ obiettivo della nuova scadenza sarebbe quello di ” razionalizzare e uniformare le procedure e i tempi di pagamento delle prestazioni previdenziali corrisposte dall’ Inps “. L’ istituto di previdenza sarebbe poi obbligato a fare ” un unico pagamento ove non esistano cause ostative nei confronti dei beneficiari di più trattamenti “. Lo stesso articolo allo studio prevede anche una stretta delle norme nel caso di pagamento della pensione a un defunto con l’ obiettivo di evitare possibili frodi. Foto: AP Photo/Domenico Stinellis/LaPresse LEGGE DI STABILITÀ AL VAGLIO DELL’ UE – L’ attesa per la Legge di stabilità è alta perché in gioco ci sono gli aggiustamenti che la Commissione europea potrebbe chiedere all’ Italia (secondo La Stampa si parla di una richiesta di aggiustamento strutturale di mezzo punto di Pil: ovvero di 8 miliardi aggiuntivi). Da Strasburgo Jyrki Katainen, spiega che ” non è il momento di parlare di lettere all’ Italia. Ora siamo concentrato nell’ analizzare le cifre e le misure che ci ha inviato il governo italiano. Speriamo che tutto vada per il meglio “. IL MANCATO BOLLINO – Il Quirinale ha fatto sapere nel frattempo che il testo risulta privo della necessaria ” bollinatura ” da parte della Ragioneria di Stato. L’ intoppo non è sfuggito a Renato Brunetta , che dichiara: ” Il tenore della grottesca nota diffusa dal Colle, e pubblicata sul suo sito, dimostra lo stato confusionale in cui versa la presidenza della Repubblica, che si affanna a dichiarare di aver ricevuto un testo, pur non avendolo di fatto avuto dal governo, in quanto non può considerarsi definitiva una versione non certificata dai tecnici della Ragioneria. Quello che è giunto sulla scrivania di Napolitano, pertanto, ha valore pari a zero. Meglio avrebbe fatto, il Quirinale, a tacere “. BOLLO AUTO E 5X1000 – Tra le novità della manovra, vi è l’ abolizione dell’ esenzione del pagamento del bollo auto prevista per le auto storiche. La misura è stata fortemente criticata dall’ Asi (Automotoclub storico italiano), che ha stimato il gettito per l’ erario in soli 7,5 milioni di euro. Inoltre, secondo il club, ciò porterebbe a delle ” perdite per i piccoli riparatori, carrozzieri, distributori di benzina, ricambisti, settori già particolarmente colpiti dalla diminuzione di lavoro “. Per quanto riguarda il 5×1000, il ministro del Lavoro Giuliano Poletti, sentito dalla commissione Affari sociali alla Camera, conferma la previsione di uno stanziamento di 500 milioni di euro per rendere strutturale il 5×1000. Leggi anche: Stabilità, l’ Europa chiede altri otto miliardi TASSE LOCALI E BONUS BEBÈ – Entro la fine del 2014 dovrebbe essere impostata la semplificazione delle tasse locali sugli immobili annunciata da Renzi e confermata dal suo consigliere economico Yoram Gutgeld , inoltre è prevista una misura pro-trasparenza secondo la quale sarà obbligatorio pubblicare on line tutte le spese per la politica locale di Regioni, Province e Comuni. Per quanto riguarda il bonus bebè, il sottosegretario alla Pubblica Amministrazione Angelo Rughetti oggi ha precisato che ” vale per le famiglie in generale, quindi anche per gli statali “, anche se rimane ancora incerta la platea dei destinatari effettivi degli 80 euro per ogni figlio sotto i tre anni di vita. Sul piatto, per il sostegno alle famiglie, vi sono 500 milioni di euro. Il governo vorrebbe garantire il bonus a tutte le famiglie con redditi sotto i 90 mila euro, ma i tecnici sono orientati a garantirlo ai nuclei familiari che guadagnano meno di 90 mila euro. (Photocredit: AP Photo/Andrew Medichini/LaPresse & AP Photo/Domenico Stinellis/LaPresse)
 

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this