Legge stabilità, Fassino: “I tagli alle Regioni potrebbero ripercuotersi sui Comuni”
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fonte:
- Lastampa.it
Non solo il taglio da 1,2 miliardi di euro. A pesare anche i tagli alle Regioni che potrebbero «ripercuotersi sui Comuni». Sono le parole di Piero Fassino, presidente dei Comuni italiani, al termine della riunione dell’ ufficio di presidenza sulla legge di stabilità e a pochi giorni dalle proteste dei presidenti di Regione – in primis il governatore del Piemonte Sergio Chiamparino- per i tagli alle Regioni imposti con la manovra. «I Comuni non sono centri di spesa parassitari. Su questo punto va fatta un’ operazione intellettuale di chiarimento». Fassino ha confermato la richiesta d’ incontro al presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ed ha ricordato che «fatto 100 il debito del Paese quello imputabile ai Comuni è il 2,5% e fatta 100 la spesa quella dei sindaci non supera il 7,7%. Questi – ha concluso Fassino – sono dati dell’ Istat». Poi, mentre agita lo spettro dei «prelievi fiscali aggiuntivi e dei tagli ai servizi», spiega che l’ Anci è disposta «a discutere con il governo tutte le misure, purché non ci siano tagli ai servizi per i cittadini e l’ obbligo di ricorrere a prelievi fiscali aggiuntivi» «Quando noi spendiamo – ha spiegato Fassino – lo facciamo per gli asili nido, l’ assistenza domiciliare agli anziani, il tpl, la tutela ambientale, la promozione culturale, il sostegno alle fasce di disabilità o di fragilità; e quando investiamo non giochiamo i soldi al casinò, ma investiamo in infrastrutture, interventi di risanamento ambientale, in modernizzazione dei territori delle nostre città. Si facciano i conti col fatto che i sindaci – ha sottolineato Fassino – si occupano di questo. Rappresentarli come un centro di spesa inefficiente e parassitario è un’ operazione intellettualmente disonesta». Anche i sindacati dei pensionati hanno manifestato la propria contrarietà alla norma della Legge di Stabilità che ritarda il pagamento delle pensioni dal primo al 10 del mese. Si tratta – dicono i segretari generali, di Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil, Carla Cantone, Giggi Bonfanti e Romano Bellissima – di «un vero e proprio accanimento nei confronti degli anziani». «Il Governo – affermano i tre segretari – non ha previsto per loro alcun tipo di aiuto e di sostegno ma ha pensato come complicargli ulteriormente la vita. È semplicemente inaccettabile. Ci domandiamo cosa abbiano fatto di male i pensionati e gli anziani per essere trattati così». Anche il Codacons si è detto «assolutamente contrario» al posticipo dei pagamenti delle pensioni al 10 del mese, misura prevista dalla Legge di Stabilità a partire dal 2015. «Se il provvedimento otterrà il via libera, il danno per i pensionati sarà enorme, così come i disagi per gli anziani – denuncia il Presidente Carlo Rienzi – Sulla data di pagamento all’ 1 del mese si basano infatti numerose scadenze in capo ai pensionati, come rate di affitti, mutui, debiti, finanziamenti, oppure abbonamenti e altre scadenze. Ma anche in assenza di tali impegni finanziari, il posticipo dei pagamenti – considerato soprattutto che in Italia vi sono 2,1 milioni di pensionati che ricevono un assegno di importo al di sotto dei 500 euro, cifra inferiore alla soglia di povertà relativa fissata dall’ Istat – creerà un gap che oltre a produrre evidenti disagi potrebbe mettere in seria crisi la liquidità di migliaia di anziani, con conti bancari in rosso e pagamenti di commissioni in favore delle banche». .
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