21 Ottobre 2014

Venditore di pacemaker in sala operatoria il caso finisce in Procura

Venditore di pacemaker in sala operatoria il caso finisce in Procura

COPERTINO .
Finisce sul ta-
volo della Procura della Repub-
blica di Lecce il caso di un ven-
ditore di pacemaker che nel no-
vembre di un anno fa, nella sala di
Elettrofisiologia dell’ospedale di
Copertino si offrì, alla presenza
del chirurgo, di eseguire una serie
di manovre al cuore di un pazien-
te. I giudici dovranno appurare
chi aveva autorizzato l’ing resso
del venditore in sala dal momento
che la legge non consente ingressi
ad estranei. Oltretutto, chi ha rea-
lizzato e diffuso le immagini an-
date in onda domenica sera su Rai
3 durante la nota trasmissione
«Re port».
Il filmato, realizzato con uno
smartphone, ha mostrato un «ope-
ratore», poi risultato essere,
Fabio Tridici
, infermiere professionale
e venditore di pacemaker della ca-
sa statunitense Boston Scientific,
il quale interviene nell’impianto
di un dispositivo bi-ventricolare
nei confronti di un paziente in
conclamato pericolo di vita. Si
tratta di un intervento estrema-
mente delicato che si conclude con
l’inserimento di tre cateteri ven-
tricolari. Uno di questi viene in-
trodotto per stimolare elettrica-
mente quello sinistro che pompa il
sangue in tutto il corpo. Bisogna,
quindi, far passare i cateteri at-
traverso le arterie e il ventricolo
destro per poi infilarli nel cuore
praticando un minuscolo foro. Al
suo fianco c’è il primario del re-
parto di Cardiologia dell’ospedale
copertinese,
Michele Galluccio
Me
zio
, che sembra assistere alle
operazioni del venditore. Stando a
quanto è dato sapere non si trat-
terebbe di un caso isolato, ma di
una pratica comune in diversi
ospedali. Secondo indiscrezioni
raccolte tra le corsie dell’ospedale
di Copertino, infatti, quel’11 no-
vembre 2013 le porte della sala ope-
ratoria non si aprirono soltanto
per il Tridici, ma pare che fosse
presente anche un venditore di pa-
cemaker di una casa produttrice
concorrente. Quest’ultimo, discre-
tamente appartato in un angolo,
avrebbe ripreso col telefonino pro-
prio il momento in cui il primario
passa la mano al venditore che
interviene nell’operazione di po-
sizionamento dei cateteri. Non
viene ripreso il resto dell’inter –
vento che verrà portato a termine
con successo dal dottor Galluccio
Me zio.
Sulla vicenda è intervenuto il
direttore generale dell’Asl Lecce,
Valdo Mellone
, che il 22 aprile
scorso venne informato dell’acca –
duto da Boston Scientific. In quel-
la circostanza l’azienda comuni-
cava di aver risolto in via disci-
plinare il rapporto di lavoro con
un suo dipendente, per aver «for-
nito un aiuto al medico» in corso
di effettuazione di un intervento
di riposizionamento di elettroca-
tetere, al quale lo stesso presen-
ziava quale specialista di prodotto.
«Alla luce del filmato mandato in
onda, del quale è in corso l’ac –
quisizione – continua Mellone –
l’Azienda ha formalizzato una pri-
ma segnalazione in Procura della
Repubblica ed ha avviato i neces-
sari accertamenti al fine di sta-
bilire le circostanze effettive dei
fatti, trattandosi di uno stato di
emergenza e verificare la legitti-
mazione del personale presente
durante l’intervento. Chiarire
l’operato effettivo del personale
presente in sala, al fine di definire
se siano state violate ed in che
misura le norme che riservano al
personale medico determinate
procedure sul paziente. Infine oc-
correrà stabilire il grado di re-
sponsabilità di tutto il personale
presente ed operante in sala. Ri-
sulta comunque che l’intervento è
stato concluso con successo dal
medico responsabile, già operato-
re di alta qualificazione, oggi ces-
sato dal servizio». Inserire un re-
gistro degli accessi in sala ope-
ratoria e predisporre un sistema
di videoregistrazione è quando
chiede l’avvocato
Massimo Todisco
, del Codacons Lecce, secondo
il quale il servizio di Report ha
svelato i retroscena di una realtà
inammissibile in campo sanita-
rio. «La presenza in sala opera-
toria di personale addetto alle ven-
dite di dispositivi medici – afferma
Todisco – quale che sia il suo ruolo,
costituisce una pratica da stigma-
tizzare con forza». Al fine di evi-
tare che episodi simili si possano
verificare nuovamente, il Coda-
cons Lecce ha inviato un invito
formale alla Regione affinché
«provveda nel minor tempo pos-
sibile ad implementare gli obbli-
ghi e le linee guida cui il personale
sanitario deve attenersi in mate-
ria di compilazione delle cartelle
cliniche, introducendo l’obbligo di
attestazione degli accessi in sala
operatoria e di video registrazione
dell’i n t e r ve n t o »

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