Tariffe, spunta la tassa “nascosta” sul nucleare
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fonte:
- Il Secolo XIX
LA STANGATA è servita: da oggi le bollette di gas e elettricità saranno un po’ più care per tutti. La decisione dell’ Autorità per l’ energia, la quale due giorni fa ha comunicato che da ottobre il metano costerà il 5,4% in più e l’ energia elettrica l’ 1,7%, ha seminato lo scompiglio tra le associazioni di consumatori e le famiglie. La domanda che ci si pone è semplice: ma come è possibile un aumento così marcato, soprattutto per il gas, dal momento che la domanda, e quindi i prezzi, in Europa, continuano a essere deboli? E poi cosa è successo perché il salto avvenga così, da un momento all’ altro, proprio nel periodo dell’ anno in cui si cominciano a riaccendere i riscaldamenti? Se la domanda è (abbastanza) semplice la risposta lo è meno e per cercare di tracciare un quadro bisogna mettere insieme gli elementi. Innanzitutto il metodo: l’ Autorità ha cominciato, due anni fa, a sganciare progressivamente il prezzo del gas naturale da quello del petrolio e a legarlo a quello del mercato “spot” a breve termine. I cui prezzi sono mediamente inferiori a quelli dei contratti a lungo termine sul petrolio, ma piuttosto volatili, soggetto a sbalzi più repentini. Se fino ad ora si erano avvertiti i benefici oggi si intravede anche l’ altro lato della medaglia. «Negli ultimi anni si è sviluppato questo mercato- spiega Davide Tabarelli, direttore di Nomisma Energia – per via della grande abbondanza di offerta. Ma i prezzi a breve termine fanno grandi oscillazioni, e quindi ora scontiamo proprio gli aumenti degli ultimi mesi. Al Ttf olandese, la borsa di riferimento europea, nel 2013 siamo stati intorno ai 27 euro/Mwh. A inizio anno, per via di una serie di ragioni, i prezzi sono crollati anche fino a 16-17, ma nell’ ultimo trimestre sono tornati a salire, siamo di nuovo poco sotto i 27 euro, e noi ne scontiamo l’ effetto». Ma perché si è scelto proprio il mercato olandese, non si poteva optare per quello italiano? «Il nostro mercatodice Matteo Verda, ricercatore dell’ Ispi – è ancora molto poco liquido, si attende che lo diventi in futuro. La dinamica con cui i prezzi sono cominciati a risalire è stagionale, arriva l’ inverno e la domanda è attesa in aumento. Per calcolare l’ aumento l’ Autorità utilizza la media del secondo mese del trimestre precedente, quindi il terzo del 2014, che in effetti ha visto degli aumenti. La questione Ucraina, bisogna dirlo, non c’ entra molto. L’ effetto psicologico sui mercati si è visto sino a un certo punto e soprattutto gli approvvigionamenti non si sono mai interrotti». Per quanto riguarda l’ aumento elettrico invece il discorso è un po’ diverso. In bolletta, come ha chiarito il Garante, ci troviamo infatti un +0,9% dovuto all’ effettivo aumento della materia prima e poi un sostanzioso 0,6% per il pagamento di 200 milioni al bilancio dello Stato a valere sulla “componente A2”. Che altro non è che una tassa per lo smantellamento e la messa in sicurezza delle vecchie centrali nucleari. A fine agosto il Governo ha chiesto che questi soldi (100 milioni l’ anno) venissero messi a bilancio per l’ anno 2012 e 2013 e poi per i successivi. Insomma una mezza imposta nascosta, che continueremo, presumibilmente, a pagare a lungo. E i consumatori come l’ hanno presa? Il Codacons ha parlato di «pessima notizia», con effetti potenzialmente depressivi sui consumi, Adusbef e Federconsumatori chiedono una riduzione temporanea delle tasse «per sterilizzare gli aumenti», Pieraldo Isolani dell’ Unione Nazionale Consumatori invita a «non fare gli aumenti all’ inizio del periodo di riscaldamento, ma piuttosto spalmare sull’ anno intero». Se è vero infine che, per quanto riguarda il gas, nel 2014 ci sarà comunque ancora un risparmio in bolletta (84 euro annui calcola L’ Aeeg) rispetto al 2013, è altrettanto vero che i prezzi italiani restano ben più alti della media Ue. Con le nuove tariffe saremo a +18,9% ha calcolato il sito Facile.it. Motivo? Tasse e oneri di sistema. Per questo le oscillazioni di mercato possono far poco.
federico simonelli
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