13 Settembre 2014

Mercoledì il vertice

Mercoledì il vertice

LEONARDO PONTALTI Un «maxi vertice», con tutti i soggetti coinvolti nel «caso Daniza» attorno ad un tavolo, per cercare di capire cosa davvero sia successo nei boschi della Rendena e individuare le varie responsabilità. È quello che si terrà molto probabilmente mercoledì prossimo, 17 settembre. Una data che forse a molti sembrerà lontana, soprattutto ai tanti che da due giorni reclamano la loro sete di verità e giustizia con un vigore visto raramente anche per casi più eclatanti, toccanti e scabrosi. Ma che è legata in primis ai risultati dell’ esame sulla carcassa dell’ animale, che (vedi box qui sotto) non saranno disponibile a breve. Inutile iniziare a muoversi senza avere in mano quei fondamentali elementi conoscitivi. Mercoledì, poi, rientrerà nel capoluogo il Procuratore capo della Repubblica, Giuseppe Amato, che ha voluto curare in prima persona il caso. In questo momento trattenuto da al tri impegni lontano da Trento, sta comunque seguendo l’ evolversi degli eventi: l’ inchiesta è partita su sua precisa iniziativa e, data la delicatezza della vicenda e delle sue implicazioni, non ha voluto delegare nessun altro. Al momento, nessuna persona risulta ancora indagata: quando si avranno maggiori elementi – ma è questa solo una delle varie ipotesi che in questo momento possono essere avanzate – molto probabilmente si potrà parlare con maggiore cogni zione di causa anche delle fattispecie di reato considerabili. In materia di maltrattamenti e uccisione di animali, l’ articolo 544 bis del codice penale è stringente in quanto presuppone il dolo («Chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona la morte di un animale è punito con la reclusione da tre mesi a diciotto mesi»); non è escluso si possa considerare, invece, il 727 bis («Uccisione, distruzione, cattura, prelievo, detenzione di esemplari di specie animali o vegetali selvatiche protette»), che nella sua natura contravvenzionale è contestabile sia in termini dolosi che colposi. Nel frattempo, in Procura continuano a fioccare gli esposti da parte di associazioni e realtà animaliste, ambientaliste e non solo: dalla Lav al Codacons, dai Verdi all’ Associazione italiana difesa animali e ambiente. Il tutto assieme ad una pioggia di email di protesta e di inviti a fare giustizia che ha invaso in queste ore anche gli uffici del tribunale del capoluogo.

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