13 Settembre 2014

Trento, l’ inflazione è in brusca frenata

Trento, l’ inflazione è in brusca frenata

TRENTO Mentre il dato italiano fa segnare un -0,1% facendo entrare ufficialmente il paese in deflazione, Trento vede una frenata all’ aumento dei prezzi nel corso dell’ ultimo mese con un dato finale di +0,3% e identico risultato anche in confronto a un anno fa. Il tasso medio è invece a +0,6%. Il dato trentino del +0,3% è comunque il più basso da un anno e mezzo a questa parte, segno che anche nel capoluogo i prezzi si sono quasi fermati: basti pensare che a gennaio dello scorso anno la variazione mensile era arrivata a toccare quota +2,3%. Ma quali sono stati i settori che hanno contribuito al quasi azzeramento dei prezzi a Trento? Anzitutto il dato sul settore delle comunicazioni con il suo -1,1%, e poi oltre alla voce “altri beni e servizi” (-0,2%) c’ è stato un lieve calo anche del settore abbigliamento e calzature (-0,1%) e del settore prodotti alimentari e bevande analcoliche (-0,1%) mentre sia il settore dei servizi sanitari che quello dell’ istruzione non hanno fatto rilevare aumenti a Trento nel corso del mese di agosto. Minimi gli aumenti per abitazioni, acqua, elettricità e combustibile (+0,1%), mobili e servizi per la casa (+0,1%) e alberghi e pubblici esercizi (+0,1%), mentre un aumento più sostenuto è stato registrato nel settore bevande alcoliche e tabacchi (+0,4%), ricreazione e cultura (+0,6%) e soprattutto nel settore trasporti con un netto +1,9%. Come detto, a livello nazionale l’ inflazione si è attestata ad agosto a -0,1%. «Un dato che rispecchia lo stato disastroso dei consumi delle famiglie, che nel nostro paese sono in “picchiata libera”», ha commentato il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, secondo cui l’ entrata in deflazione è dovuta alla «riduzione degli acquisti da parte degli italiani». E, prevede, «andrà ancora peggio nei prossimi mesi». Secondo la Coldiretti, è stata la frutta fresca a far segnare il maggior crollo dei prezzi con un calo del 7,8% rispetto allo scorso anno che spinge alla deflazione il settore dell’ alimentare e delle bevande analcoliche (-0,2%) con un trend negativo doppio rispetto al calo medio dell’ inflazione dello 0,1%. «Gli italiani nei primi anni della crisi – sottolinea la Coldiretti – hanno rinunciato soprattutto ad acquistare beni non essenziali, ora hanno iniziato a tagliare anche sul cibo».

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