Tasi, saliti a 7mila i Comuni pronti. Ma per metà famiglie è più cara
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fonte:
- Avvenire
Roma. Per una famiglia su due il conto derivante dalla Tasi, la nuova tassa «sui servizi indivisibili», potrebbe rivelarsi più salato dell’ Imu 2012. La previsione arriva dal Servizio politiche territoriali della Uil, che ha effettuato alcune simulazioni sui dati delle aliquote già pubblicate: «Su 336 famiglie residenti nelle 84 città capoluogo oggetto del campione – sostengono gli analisti del sindacato -, per il 51,8% di esse, la Tasi sarà più pesante di quanto pagato con l’ Imu nel 2012». Tra ingorghi, caos, rinvii, proroghe», stima la Uil, «sono oltre 7mila i Comuni che hanno pubblicato le delibere sul sito del Ministero dell’ Economia relative alla Tasi», il 93% degli ottomila Comuni italiani, anche se per la pubblicazione c’ è ancora tempo fino al 18 settembre. Secondo la Uil, ai «2.178 comuni che già avevano pubblicato le aliquote entro il 25 maggio», se ne sono aggiunti «altri 5 mila (tra cui Roma, Bari, Catania, Verona, Padova, Palermo, Siena, Perugia, Firenze e Milano), dove il 16 ottobre si pagherà l’ acconto del 50%». Tornando alla comparazione fra Tasi e Imu, resta comunque arduo valutare il ‘peso’ specifico delle due imposte, perché la nuova tassa, a differenza dell’ altra, non presenta detrazioni nazionali uguali per tutti (sono demandate ai singoli Comuni). La Uil calcola infatti almeno 75mila combinazioni diverse. Premesso ciò, tuttavia, «la media dell’ aliquota applicata dagli 84 capoluoghi» risulta essere «del 2,57 per mille» e pertanto il costo che emerge dal monitoraggio è pari a «211 euro in media, a fronte dei 222 euro pagati con l’ Imu nel 2012». Col risultato, fa notare il sindacato, che chi allora aveva pagato di più ora pagherà meno, mentre chi era stato chiamato a un esborso più contenuto ora dovrà somme più alte. Il segretario confederale della Uil, Guglielmo Loy, corrobora l’ analisi coi dati: «Dalle nostre proiezioni, emerge che, per una casa accatastata in A/3 (abitazione di tipo economico), a 103 famiglie (il 61,3% delle 168 esaminate) la Tasi costerà più dell’ Imu di due anni fa». Stessa situazione, aggiunge Loy, per 71 famiglie su 168 (il 42,3%) in caso di proprietà di un «appartamento in A/2 (abitazione di tipo di civile)». Analoghe osservazioni arrivano dall’ associazione Codacons, che in una nota attacca: la Tasi è la «tassa delle disparità», perché «inciderà in modo più pesante sulle famiglie a reddito medio-basso, rispetto a quelle con reddito elevato». ( V.R.S.) © RIPRODUZIONE RISERVATA
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