Si tenne i soldi dei rogiti in fila per i risarcimenti
-
fonte:
- Messaggero Veneto
C’ erano anche i nomi del Consiglio notarile distrettuale di Udine e Tolmezzo e di quello nazionale e le sigle delle associazioni Codacons e Federconsumatori in mezzo alla pila di atti di costituzione di parte civile che una quantità mai vista di avvocati ha depositato in una volta sola sul tavolo del gup del tribunale di Udine, Daniele Faleschini Barnaba, ieri mattina, all’ apertura dell’ udienza preliminare a carico del notaio Fabio Conte. Tutti in fila, in attesa di un risarcimento che in molti disperano comunque di ottenere e all’ inizio di un procedimento che, con ogni probabilità, imboccherà la strada del rito abbreviato. Cinquanta i legali che hanno affollato l’ aula e presentato le rispettive costituzioni, ma molti di più i clienti rappresentati attraverso ciascun atto e che in questo modo hanno chiesto di entrare attivamente nel processo penale, per avanzare le rispettive pretese risarcitive. Una marea, appunto, e di entità più o meno elevata, per un ammontare complessivo di 585.773 euro. Cioè la somma che la Procura ritiene essere stata trattenuta dal notaio, a fronte di un totale di 161 omessi versamenti all’ Agenzia delle entrate. Conte, che ha 50 anni e risiede a Udine, è accusato di avere intascato dai clienti imposte di registro per compravendite o permute, senza poi versane le somme. Così dal 2012 e per buona parte del 2013. Il procuratore facente funzioni Raffaele Tito, titolare dell’ inchiesta, gli ha contestato le ipotesi di reato di peculato, falso ideologico ed evasione dell’ Iva. A ratificare la conta dei clienti che ora chiedono i danni sarà lo stesso gup, nell’ udienza fissata per il prossimo 29 ottobre e per la quale è già stata “prenotata” l’ aula A, la più grande tra quelle a disposizione della sezione penale. Erano stati i difensori dell’ imputato, avvocati Stefano Mauro e Alberto Tedeschi, a chiedere al giudice un termine, per avere il tempo di verificare i titoli delle costituzioni di parte civile. A non convincere, in particolare, è stata la posizione del Codacons che, secondo la difesa, non avendo subìto alcun danno concreto come invece successo ai singoli cittadini, non sarebbe legittimato a pretendere alcunchè. Alla prossima udienza, peraltro, il numero delle parti civili potrebbe ulteriormente crescere, visto che all’ appello di ieri non ha risposto una quindicina di persone, assenti per un difetto di notifica. Per chi già c’ è e per chi si unirà, i problemi si sono nel frattempo moltiplicati. Lo scorso ottobre, a muoversi era stata anche l’ Agenzia delle entrate, attraverso l’ invio di ingiunzione di pagamento a tutti i 329 clienti per i quali si attendeva ancora il saldo delle imposte. Soldi che loro avevano regolarmente anticipato, ma che il notaio non aveva mai versato. Da qui, non soltanto la costituzione di parte civile da parte del Consiglio notarile, per la violazione delle norme da parte di un loro iscritto, ma anche e soprattutto il procedimento disciplinare parallelamente avviato e che ha già portato alla radiazione dall’ Albo di Conte. Prima di diventare definitiva, tuttavia, la sanzione dovrà superare anche l’ esame della Corte d’ appello, alla quale il notaio ha presentato reclamo e che si riunirà il prossimo 2 ottobre. ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- VARIE
