27 Settembre 2014

Pensioni, al Sud il 50% sotto i mille euro

Pensioni, al Sud il 50% sotto i mille euro

Cinzia Peluso Povero vecchio Sud. Ultimo anche nella classifica degli assegni pensionistici. La metà non arriva nemmeno a mille euro al mese. E, tra le regioni dello Stivale proprio alla Campania va la maglia nera con una spesa procapite di appena 3.275 euro. La spugna più assorbente la detiene il gruppo delle regioni del Nord-ovest. Sono quelle che registrano il maggior numero di pensioni, più di un quarto, il 27,2%, di pensionati e il 27,5% e di spesa complessiva (30%). Il resto della torta se lo dividono Nord-est, Centro e Sud. Ognuna di queste aree assorbe circa il 20% delle erogazioni totali. Mentre più contenuta è la quota che fa capo alle isole (9,1%) e anche ai nostri connazionali all’ Estero (0,6%). A fare i conti è l’ Istat. Dati 2012. Sono cifre che per sindacati e consumatori dimostrano, ancora una volta, che è indispensabile ridurre la tassazione. Il presidente del Codacons Carlo Rienzi attacca: «Abbiamo pensioni tra le più basse d’ Europa, complice anche una eccessiva tassazione che risulta assai più elevata rispetto alla media europea. Va considerato pure – conclude Renzi – che in Italia vi sono 2,1 milioni di pensionati che ricevono un assegno di importo al di sotto dei 500 euro, cifra inferiore alla soglia di povertà fissata dall’ Istat». Cisl e Uil chiedono così al governo di intervenire. «Avevamo chiesto di dare un segnale forte con la legge di stabilità, estendendo subito ai pensionati il bonus degli 80 euro. Si tratterebbe di un intervento quanto mai necessario ed auspicabile, anche alla luce della situazione del Paese caratterizzata dal bassissimo livello dei consumi e dai pericolosi segnali recessivi della nostra economia», afferma il segretario confederale della Cisl, Maurizio Petriccioli. Gli fanno eco il segretario confederale della Uil, Domenico Proietti e il segretario generale di Uilpensionati, Romano Bellissima. «È improcrastinabile il taglio delle tasse sulle pensioni». Il gap, evidenzia poi la Coldiretti, esiste anche tra città e campagne. Più di 800 mila pensionati coltivatori diretti non percepiscono più di 480 euro al mese. Tornando alle statistiche, i più ricchi abitano al Centro. Qui, infatti, si registra la maggior quota di beneficiari di redditi pensionistici superiori ai 2.000 euro mensili (il 22%), come anche la maggior quota di beneficiari con redditi superiori ai 3.000 euro (7,3%). In particolare, sono i pensionati del Lazio quelli che percepiscono il reddito pensionistico mediamente più elevato (19.163 euro). Lontanissimi, quindi, dai connazionali della Basilicata. La distanza misura quasi il 40%, con i lucani che ricevono un assegno di 13.858 euro, il più basso tra le regioni italiane. Una curiosità. Nelle isole si spende più di tutte le altre aree del Paese per i lavoratori in quiescenza della Pubblica amministrazione (15%); valori più bassi si osservano nelle altre ripartizioni, con il minimo nel Nord-ovest del Paese (9,6%). © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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