26 Settembre 2014

Consumi sempre più giù, 80 euro schiumati in tasse

Consumi sempre più giù, 80 euro schiumati in tasse

Gli 80 euro infilati dal governo nelle buste paga di almeno 10 milioni di italiani non sono serviti a risollevare i consumi. A luglio, dopo due mesi di pieno godimento del bonus escogitato da Matteo Renzi, le vendite al dettaglio sono scese sia rispetto a giugno (-0,1%) sia sullo stesso mese di un anno fa (1,5%). La domanda interna quindi continua a diminuire. Chi ha preso gli 80 euro li ha tenuti “fermi”, magari in attesa di regolare i conti con la Tasi, l’ Imu, la Tari, oppure li ha spesi e ha evitato una contrazione dei consumi ancora peggiore: in ogni caso è un altro segnale del nuovo rapido deterioramento dell’ economia italiana. Anche nella media dei tre mesi maggio -luglio 2014, l’ indice misurato dall’ I s ta t mostra una flessione, dello 0,5% rispetto ai tre mesi precedenti. Preoccupante il dato delle vendite di prodotti alimentari, che in un mesecalano dello 0,5% mentre quelle di prodotti non alimentari restano invariate. Su anno si registra un -2,5% per gli alimentari e -1% per gli altri prodotti. Le vendite diminuiscono sia per le imprese della grande distribuzione (-0,9% rispetto al 2013) sia per quelle operanti su piccole superfici (2%). Nel primi 7 mesi del 2014, l’ indice grezzo diminuisce dell’ 1,1% rispetto allo stesso periodo del 2013. Una variazione negativa di pari entità (-1,1%) si è registrata sia per le vendite di prodotti alimentari sia per quelle di prodotti non alimentari. In poche parole, gli italiani non comprano. Il crollo della spesa alimentare allarma le associazioni dei consumatori, con il Codacons che parla di «emergenza nazionale». Secondo la Cia-Confederazione italiana agricoltori «la triste novità è che a luglio non hanno ceduto soltanto gli acquisti nei piccoli negozi di quartiere (-4,2%), finora più esposti agli effetti della crisi. Anche la spesa nella Gdo è diminuita dell’ 1,7%, coinvolgendo sia supermercati (2,9%) che ipermercati (-2%), e questo nonostante il moltiplicarsi di promozioni e offerte speciali, con più del 30% dei prodotti sugli scaf fali a sconto». Confcommercio e Confesesercenti chiedono al governo misure urgenti. «E’ ne cessario che nella Legge di Stabilità siano inseriti provvedimenti che, ridando slancio ai consumi, creino le premesse per una vera ripresa nel 2015», scrive in una nota l’ ufficio studi di Confcommercio. Per Confesercenti «è necessario che il governo dia un segnale preciso confermando che gli 80 euro diverranno stabili e assicurando che vengano estesi ai pensionati. E’ al tresì indispensabile evitare i pesanti errori del passato come quello dell’ a umen to dell’ Iva i cui risultati sono stati deludenti in termini di gettito e devastanti per la propensione al consumo. Occorre agire sul versante fiscale in modo tale da alleggerire il peso esorbitante del prelievo, soprattutto a livello locale dove invece sarebbe opportuno colpire gli sprechi e le spese inutili». «Gli italiani non ce la fanno più a campare, il dato d e l l’ Istat sul crollo della spesa per gli alimenti è l’ indice della realtà delle famiglie – dichiarano il capogruppo dei senatori della Lega Nord, G ia n Marco Centinaio e il senatore N u n z i an t e C on s i gl i o -. Realtà che Renzi e Padoan proprio non conoscono. La metà delle famiglie compra solo nei discount privandosi di fatto di prodotti di alta qualità e cioè delle produzioni made in Italy. Dal governo continuano ad aumentare il peso della tassazione, sono immobili sul fronte del lavoro infatti non hanno messo un euro in quella fuffa del Job Act e i famosi 80 euro andati a pochi sono stati bruciati in Tasi, Tari ecc. e la disoccupazione è ormai alle stelle. Il premier dichiari il suo fallimento e vada a casa per il bene di chi non ce la fa nemmeno più a mangiare». Il vice presidente del Senato Roberto Calderoli os serva come sempre più aziende siano danneggiate dalla guerra commerciale dichiarata da Ue e Stati Uniti alla Russia. «Oggi, in Senato, sono stati approvati due ordini del giorno a mia firma finalizzati al rientro, definitivo ed entro la fine dell’ anno, dei due nostri Marò e alla revoca delle misure sanzionatorie prese contro la Russia che stanno danneggiando le aziende padane. Speriamo che sia la volta buona».
alessandro bonini
 

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