«In un anno 470 morti causati dagli infortuni»
-
fonte:
- Il Gazzettino
(lo.zo.) In primo luogo il cordoglio per le vittime. Ma subito dopo la necessità di tornare a parlare di lavoro nel senso più profondo, per tutelare la sicurezza e la vita di chi lo svolge. Queste le reazioni del mondo sindacale e politico. Le segreterie provinciali di Cgil, Cisl e Uil in una nota affermano che «la priorità del legislatore e del Governo dovrebbe mantenersi vigile e costante più sul versante delle tutele e delle regole di rafforzamento del diritto del lavoro che sulla loro riduzione». In sintonia anche Ugl. «Con un’ intollerabile leggerezza – dice il segretario generale Geremia Mancini – si continua a parlare di lavoro riducendolo a competizione politica». In Regione Pietrangelò Pettenò di Fsv evidenzia che «a oggi sono 470 i morti per infortuni sui luoghi di lavoro dall’ inizio dell’ anno». Lucio Tiozzo di Pdv, auspica un minuto di lutto. Antonio Pipitone di Idv afferma che «un paese civile non può permettere che onesti lavoratori paghino con la vita la fatica quotidiana». Graziano Azzalin del Pd spiega che «questa tragedia immane fa drammaticamente riaprire gli occhi sul tema della sicurezza sul lavoro». Il partito ha disposto un minuto di silenzio nei congressi. I 5 Stelle con Gessica Rostellato invocano incentivi per le imprese che investono sulla sicurezza. Il deputato di Led Alessandro Zan definisce «inaccettabile una Repubblica fondata sul lavoro in cui i propri cittadini non sono tutelati a dovere». Sel chiede una verifica delle condizioni di sicurezza, mentre Rifondazione auspica un’ accurata ricerca di responsabilità. Diego Crivellari (Pd) afferma: «La sicurezza nei luoghi di lavoro deve essere una sfida continua». Il Codacons annuncia un esposto in Procura. Per Antonio De Poli (Udc) la sicurezza deve tornare al centro dell’ agenda politica.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- VARIE
