Mose, no allo stop chiesto dal Codacons «Attendere la fine delle indagini»
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fonte:
- Corriere del Veneto
VENEZIA – «Nello stato presente delle cose, le vicende e gli atti evocati dal ricorrente afferiscono ad un procedimento penale che si trova nella fase delle indagini preliminari» e quindi manca «un avvenuto e definitivo “accertamento” della falsità dei documenti evocati dal ricorrente». Così ha scritto il Consiglio di Stato nell’ ordinanza con cui ieri ha bocciato la richiesta del Codacons di revocare la sentenza del 2005 che aveva dato il via libera ai cantieri. Secondo l’ associazione, infatti, l’ indagine della procura di Venezia aveva confermato che l’ iter autorizzativo dell’ opera era stato «macchiato» dalle mazzette, che avrebbero ammorbidito anche i pareri tecnici. Versione contrastata duramente dall’ Avvocatura dello Stato, che per conto del governo aveva scritto 119 pagine per dire che l’ iter era stato legittimo e che l’ obiettivo delle mazzette era quello di ottenere più soldi, non di comprare i pareri. Anche il Consiglio di Stat, per ora, sembra della medesima opinione. (a.zo.)
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