Ludopatia, Salerno a rischio Gioco patologico per il 50%
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fonte:
- La Città di Salerno
I soci della sezione di Salerno della Junior Chamber International e i componenti del direttivo nazionale, in occasione della partita Salernitana-Aversa Normanna, hanno effettuato un sondaggio in merito alla ludopatia. Da quest’ indagine emerge che un tifoso su due rischia di cadere nel vizio del gioco in maniera patologica. Soltanto 3 dei circa 450 cittadini intervistati manifesterebbe un alto rischio. Tuttavia il vicepresidente dell’ organizzazione Luca Iovine ha ricordato che «il dato sui soggetti aventi un’ età compresa dai 18 ai 40 anni è piuttosto allarmante». Circa il 40 per cento degli intervistati compresi in questa fascia d’ età riflette un dato di rischiosità superiore. «E dire che non abbiamo sentito i minorenni!», dice Iovine, perfettamente conscio del fatto che una enorme quantità di adolescenti rientri tra gli scommettitori più accaniti. Per questo la Jci sta organizzando in collaborazione con un team di psicologi, psichiatri e assistenti sociali, provvedimenti ad hoc. Negli istituti scolastici la più grande organizzazione mondiale di giovani imprenditori organizzerà infatti corsi di formazione, attività di sensibilizzazione, incontri con scrittori. Domani il vicepresidente incontrerà Andrea Costantino, autore del testo “Ludopatia. La debolezza della volontà”, un racconto autobiografico scritto da chi si è imbarcato sulla nave dei malati di gioco d’ azzardo. Secondo i dati forniti dal Codacons, almeno il 50 per cento dei disoccupati presenterebbe forme più o meno gravi di ludopatia. Ad esserne affetto ci sarebbe un minorenne su cinque. Ben l’ 85% dei puntatori subirebbe una perdita media di 40 euro giornalieri. Solo uno su dieci riuscirebbe a vincere in media qualche centinaio d’ euro. «Occorre che la gente capisca che chi gioca sempre perde sicuramente», dice il vicepresidente Iovine. L’ identikit del ludopatico è sostanzialmente il seguente: disoccupato, bassa scolarizzazione, problemi relazionali. «È per questo che la Jci svolgerà anche corsi per la gestione delle imprese, affinché vengano offerte delle opportunità e degli strumenti per metterle in pratica. I numeri sono molto più seri di quelli che abbiamo riscontrato – prosegue Iovine – perché le dichiarazioni forniteci vanno prese con beneficio d’ inventario. Il dato certo è che le attuali scommesse producono molti più danni delle tradizionali schedine, che almeno si giocavano una volta sola a settimana». Per dare il calcio d’ inizio al sondaggio sono scesi in campo Andrea Criscuolo, presidente di Jci Italy e Chiara Milani, presidente mondiale 2013 del network di cittadini attivi. «Già diverse associazioni ci hanno contattato: è il segno che l’ iniziativa ha avuto successo», ha detto l’ avv. Olivia Pontone, presidentessa della Jci di Salerno. La missione dell’ associazione fondata negli Stati Uniti nel 1915 è offrire opportunità di crescita a persone dai 18 ai 40 anni, affinché sviluppino capacità organizzative e gestionali, senza dimenticare la responsabilità sociale e la fratellanza. Il prossimo appuntamento si terrà tra un mese a Torino. «Occorre che le società calcistiche locali traggano esempio dal modello Juve: le squadre di calcio si reggono oggi anche sulle attività collaterali», ha concluso Iovine. Diego De Carlo ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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