Libri cari, aule vecchie e pochi soldi Gli studenti sono già in fibrillazione
ROMA MINISTRI in ghingheri nelle scuole, striscione sulla sede del Miur con scritto: «La scuola siamo noi». Subito chiari gli studenti della Rete che la revisione di Renzi&C dell’ istruzione la vogliono discutere e decidere in prima persona. A cominciare dalla riforma dei cicli, passando per la legge sul diritto allo studio e finendo all’ orientamento, sia in entrata che in uscita. Tanto per cominciare. Ma sul tappeto c’ è molto altro. Quasi otto milioni di giovani tra i banchi e un rosario di problemi vecchi. COME la girandola dei professori e la mancanza di continuità didattica; il caro libri che spesso non rispetta i tetti fissati dal ministero; i costi per gli strumenti necessari fino ai contributi (ormai lievitati) che gli istituti chiedono alle famiglie per fare fronte a tutte le spese. Ancora, la mancata digitalizzazione delle scuole che riserverebbe, allo Stato, un esborso di 650 milioni di euro l’ anno, secondo le stime del Censis. E, prima ancora, la messa in sicurezza degli edifici che rappresenta l’ indispensabile premessa per un sistema davvero civile. Classi superaffollate, come ciliegina sulla torta. C’ è abbastanza per mobilitare gli studenti: volantinaggio continuo finoper ritrovarsi il 10 ottobre, primo appuntamento di protesta. Perché il quotidiano, lontano dalle passerelle del primo giorno anche se condite da qualche fischio, è fatto di spese per il corredo scolastico cresciute di circa il 2% rispetto al 2013 con un computo approsimativo, per ogni famiglia, di 450/490 euro. Ai quali vanno aggiunti i soldi per i libri fino a toccare una cifra che il Codacons valuta in circa 840 euro e che raggiunge, in alcuni casi, i 1.000 euro. Un esborso importante che non è il solo: i contributi volontari agli istituti, nella realtà dei fatti volontari non sono mai. PER CONTENERE le spese, rivela una ricerca di Studenti.it, il 78% dei ragazzi sceglie di comperare libri usati. Se ci fossero quelli digitali mamma e papà potrebbero risparmiare tra il 10 e il 30%. Però la ricerca – su 3.000 studenti – mette in luce che il 66% degli interpellati non ne ha trovato nessuno in questo formato. Il 30% ha titoli misti (cartaceo e digitale) e il restante 4% ha tutti i testi in digitale. Sicuramente non ultimo in questo elenco dei problemi irrisolti, la dispersione scolastica. In Italia i ragazzi che non sono andati oltre la terza media e sono rimasti fuori dall’ istruzione sono circa 110.000, pari al 17% dei giovani tra i 18 e i 24 anni, ben lontano dall’ obiettivo Ue del 10%. Non va meglio sul fronte prof. L’ annuncio del Miur che saranno aboliti gli scatti di anzianità spaventa i sindacati anche per una ragione pratica. L’ abolizione è programmata dal 2015, gli aumenti per merito dovrebbero scattare a partire dal 2018. E gli anni che sono nel mezzo? s. m.
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