La Buona scuola parte dal lavoro
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fonte:
- Avvenire
MILANO Punta forte sul lavoro, la “Buona scuola” del governo Renzi. Lo ha confermato il ministro dell’ Istruzione, Stefania Giannini, che ieri ha inaugurato il nuovo anno scolastico, visitando l’ Istituto tecnico agrario “Emilio Sereni” di Roma, dove gli studenti hanno aperto un birrificio, in cui lavorano anche giovani detenuti. «Scuola-lavoro – ha detto il ministro, accolta dagli studenti ma anche dalla protesta di un gruppo di insegnanti precari – sarà uno dei binomi fondamentali della buona scuola». Nel corposo progetto presentato nelle scorse settimane, al capitolo “Scuola al lavoro” si legge che, «per l’ alternanza scuola-lavoro, l’ esecutivo ha intenzione di passare dagli 11 milioni di euro stanziati nel 2014 a circa 100 milioni di euro all’ anno». Quattro le proposte sul tappeto: alternanza obbligatoria per almeno 200 ore l’ anno; l’ impresa didattica, per commercializzare i prodotti realizzati dalle scuole e finanziare così la didattica; la bottega scuola, con il coinvolgimento delle piccole imprese per «tramandare i mestieri d’ arte»; l’ apprendistato sperimentale, da diffondere negli ultimi due anni della scuola superiore. «Occorre lavorare – ha ricordato il sottosegretario all’ Istruzione, con delega all’ alternanza scuola- lavoro, Gabriele Toccafondi, inaugurando l’ anno all’ Istituto tecnico per il turismo, “Marco Polo” di Firenze, dove si è diplomato nel 1991 – affinché la scuola italiana migliori e accompagni i ragazzi nel mondo del lavoro. Quella della disoccupazione giovanile al 43% è una piaga, un’ emergenza sociale intollerabile. Per questo stiamo promuovendo con forza l’ alternanza tra scuola e lavoro, soprattutto negli istituti tecnici e professionali, dove c’ è maggiore bisogno di imparare “facendo”. Noi – ha proseguito – porteremo l’ alternanza tra scuola e lavoro (che oggi, purtroppo, negli istituti professionali e tecnici corrisponde, nel migliore dei casi, a 90 ore solo al quarto anno) a 200 ore per anno obbligatorie negli ultimi tre anni di scuola. Inoltre, stiamo lanciando un “Piano Marshall” dei laboratori scolastici, molti dei quali chiusi o non funzionanti, per aggiornarli, modernizzarli e farli tornare a essere luoghi in cui si impara una professione». Intanto, secondo un sondaggio online effettuato dal portale studenti.it, il 78% dei quasi 9 milioni di alunni (tra scuole statali e paritarie), che hanno cominciato il nuovo anno, ha acquistato i libri al mercato dell’ usato. Anche l’ adozione di libri digitali consentirebbe alle famiglie di realizzare risparmi tra il 10 e il 30%, come annunciato dal Miur, ma il 66% dei ragazzi che hanno partecipato al sondaggio ha dichiarato di non aver trovato alcun libro in questo formato tra quelli da acquistare. Soltanto il 30% degli studenti ha titoli misti (in formato cartaceo e digitale), mentre il restante 4% ha tutti i testi in formato digitale. Un intervento per abbassare i prezzi dei libri di testo, è così stato nuovamente sollecitato al ministero dal Codacons. «Con l’ inizio dell’ anno scolastico – spiega il presidente Carlo Rienzi – le famiglie stanno affrontando una vera e propria stangata, con una spesa media tra corredo e libri pari a 840 euro a studente (ma che può arrivare a 1.100 euro ad alunno). Su tale fronte il ministero non sembra aver fatto molto. Basti pensare al paradosso dei prezzi dei libri: nonostante con decreto il dicastero fissi i tetti massimi di spesa, anche quest’ anno le scuole hanno sforato i limiti, costringendo le famiglie a indebitarsi per l’ acquisto dei testi scolastici, nel totale immobilismo delle istituzioni». Infine, il termine delle vacanze e il rientro a scuola è stato fonte di stress per 7 ragazzi su 10. A rivelarlo è il sito skuola.net, che ne ha intervistati circa duemila. «Dalle interviste – si legge sul sito – emerge che oltre un ragazzo su 5 avverte disturbi del sonno, il 17% litiga di più in famiglia mostrando una certa irrequietezza e il 15% sta modificando le sue abitudini alimentari mangiando di più o di meno. Oltre 4 ragazzi su 10 si sentono maggiormente irritabili a ridosso dell’ avvio delle lezioni e 2 su 3 soffrono di sbalzi di umore tanto che 1 su 4 ammette di non riuscire a gestirli». © RIPRODUZIONE RISERVATA
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