15 Settembre 2014

840 euro all’ anno per mandare i figli a scuola

840 euro all’ anno per mandare i figli a scuola

– Come ogni anno, con la riapertura delle scuole , le famiglie italiane stanno mettendo mano al portafogli per acquistare libri, zaini, quaderni e corredo scolastico per gli studenti . E anche quest’ anno la spesa complessiva sarà più salata: +2% rispetto al 2013, secondo le stime del Codacons. Le spese riguardano l’ acquisto di penne, diari, quaderni, zaini e astucci per un totale annuo compreso tra i 450 e i 490 euro a studente. Si deve aggiungere poi una spesa media per i testi scolastici compresa tra i 300 e i 350 euro a seconda della scuola e del livello di istruzione. Il totale va quindi dai 750 agli 840 euro a studente, cifra che però può raggiungere anche i 1.100 euro a figlio! Alle spese per il corredo scolastico devono aggiungersi anche quelle per i pasti e i trasporti. Infatti con il prolungamento dell’ orario scolastico, i bambini della scuola primaria devono consumare il pranzo a scuola, con una spesa per le famiglie molto variabile a seconda del comune di residenza e del reddito della famiglia stessa. In Italia il diritto all’ istruzione è sancito dalla Costituzione: “La scuola è aperta a tutti. L’ istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita”. Dichiarazione che va a scontrarsi pesantemente con i costi sopra citati. Soprattutto in questo momento di crisi, come fanno le famiglia italiane, dal reddito sempre più incerto, a garantire l’ istruzione ai propri figli? Limando le spese su altri fronti, come ci dimostrano i dati. Secondo un’ analisi della Coldiretti sui dati Istat, a giugno due italiani su tre hanno tagliato la spesa alimentare in qualità e quantità. Si è verificato un crollo record delle vendite nei piccoli negozi alimentari (-5%) e anche nella grande distribuzione (-1,4%). Le difficoltà economiche hanno obbligato tre milioni di famiglie a fare acquisti negli hard discount, in aumento del 48% rispetto all’ inizio della crisi (+0,5% a giugno). Insomma, i bambini continuano ad andare a scuola, ma le famiglie sempre più in difficoltà sono costrette a tagliare su altri fronti, con evidenti danni per il commercio e l’ economia generale.

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