C’ è chi prova il registro elettronico e chi è senza il prof di sostegno
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fonte:
- la Repubblica
Negli istituti toscani si passa dall’ innovazione ai punti di crisi A Viareggio undici bidelli per nove plessi, se ne manca uno è emergenza L’ ANALISI LAURA MONTANARI PRONTI, via. Il ritorno in classe è spesso segnato da qualche novità, vediamo in ordine sparso cosa resta sul taccuino di questi primi giorni di scuola. Il registro elettronico. Aumenta il numero delle scuole che attiva il registro elettronico, cioè quel sistema attraverso cui le famiglie possono sapere di giorno in giorno l’ andamento scolastico dei figli: presenza o assenza, ritardo in classe, interrogazione e voto. L’ indicazione viene dal Miur, il ministero. Ce l’ hanno già alcuni istituti, dallo scientifico Gramsci alle superiori di Figline. A Firenze lo attiveranno da domani anche l’ istituto alberghiero Saffi e le scuole della Santissima Annunziata a Poggio Imperiale (liceo classico europeo, linguistico, scientifico e media di primo grado). Lo spiega il preside, Valerio Vagnoli: «Crediamo sia un passo importante nella trasparenza e anche un modo per coinvolgere maggiormente le famiglie e renderle più informate sul profitto e le attività scolastiche dei figli». Ciascun docente sarà attrezzato o con un tablet oppure utilizzerà il commancano puter di classe per aggiornare il registro elettronico con la didattica. Sos sostegno. Aumentano gli allievi con disabilità nelle scuole della Toscana e di conseguenza serviranno più insegnanti di sostegno. «Invece ne mancano» denuncia la Cgil attraverso il segretario Rapezzi. «Siamo sotto di 70-100 fra maestri e professori. Abbiamo fino a questo momento 11mila allievi con disabilità, ma pensiamo che altri si siano iscritti durante l’ estate portando il numero a oltre mille in più rispetto all’ anno passato». AAA cercasi aziende. L’ Iti Leonardo da Vinci e altri istituti tecnici e commerciali stanno portando avanti gli stage formativi nelle aziende. «Puntiamo all’ alternanza scuola lavoro – dice il preside Giacomo D’ Agostino però con la crisi fatichiamo a trovare aziende disponibili ad accogliere i ragazzi. Serve un intervento da parte del governo per creare incentivi o sgravi fiscali alle aziende disposte a prendersi in carico gli allievi». Ma questi sgravi non ci sono e allora bisogna mettere in movimento le associazioni per rastrellare fra gli imprenditori i volontari. Non è il solo problema nel collegamento con il mondo del lavoro. Andrea Marchetti preside del Vasari di Figline segnala: «Il 5 giugno è passato un decreto secondo cui in quarta e quinta classe si può già fare l’ apprendistato nelle aziende. Il problema è che mancano l’ accordo fra il Miur e il Ministero dell’ economia e quindi è ancora tutto fermo». Allarme bidelli. Un caso, fra i tanti, a Viareggio: «Con i soldi che ci dà il ministero non riusciamo a coprire il fabbisogno perché – spiega Nella De Angelis, dirigente di un istituto comprensivo – possiamo pagare i collaboratori esterni quanto viene pagato uno statale, il problema è che il contratto fatto dal ministero con gli esterni è superiore, quindi ci i soldi o prenotiamo il personale per meno ore». La sua scuola è su 9 plessi e hanno undici custodi. L’ assessore e il sottosegretario. L’ assessore all’ Educazione del comune di Firenze Cristina Giachi andrà domani mattina «prima ad accompagnare mia figlia a scuola alla Carducci e poi in bicicletta a visitare la Lavagnini e la Pieraccini, due scuole che saranno toccate dai problemi sulla viabilità per via dei cantieri». Gabriele Toccafondi, sottosegretario al Miur invece sarà in visita all’ istituto tecnico Marco Polo di Firenze. I cantieri. Tutti in classe e va bene, ma a Firenze attenzione alla viabilità per la costruzione della tramvia: senso unico in viale Morgagni (nel tratto da via Vittorio Emanuele a via Cesalpino). E poi da mercoledì via anche ai lavori all’ incrocio tra viale Strozzi e viale Spartaco Lavagnini con la modifica dell’ incrocio semaforico tra i due viali e la riduzione di carreggiata nelle due direttrici lato Fortezza. Spesa libri. Il Codacons calcola che per zaini e corredo scolastico (penne, quaderni etc…) si spenderà il 2% in più rispetto al 2013. Sui libri l’ associazione dei consumatori lancia una campagna: «Il Ministero dell’ istruzione fissa ogni anno i tetti massimi di spesa per i libri che le scuole puntualmente sforano» e chiede: alle famiglie: «Segnalate al Codacons le scuole della Toscana che, nel fornire l’ elenco dei libri hanno superato di oltre il 10% i tetti previsti – ha spiegato il presidente Carlo Rienzi – Provvederemo noi a denunciare gli istituti». © RIPRODUZIONE RISERVATA
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