Riparte la scuola e subito scatta il primo sciopero
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fonte:
- Messaggero Veneto
Prima campanella, oggi alle 8.48, ma dopo 48 ore ecco subito il primo sciopero targato Unicobas. Precari sul piede di guerra e 36 mila alunni provinciali in aula con il valzer dei supplenti annunciato. Le graduatorie di seconda e terza fascia, infatti, sono zeppe di errori e l’ assunzione dei precari in cattedra è con contratti “fino all’ avente diritto”. Quando saranno rifatte addio alla continuità didattica. L’ altra piaga della scuola pordenonese riguarda i 14 istituti con i dirigenti reggenti, “supplenti d’ oro” divisi tra la scuola di titolarità e quella di incarico. Tensioni, problemi e, fra due giorni, la protesta, con la consapevolezza che coloro che potranno aderirvi, di fatto, non saranno moltissimi, tenuto conto che una giornata di sciopero si sente, in busta paga, e che il periodo non è certo dei più favorevoli. «Lo sciopero Unicobas è stato indetto per protestare contro il blocco degli stipendi statali per il 2015 e i Cobas replicheranno l’ iniziativa il 10 ottobre – hanno segnalato i Comitati di base provinciali sulle bacheche Facebook con Luigina Perosa -. Il progetto Renzi-Giannini è inaccettabile: basare gli scatti di anzianità su base meritocratica significa mettersi nelle mani della simpatia o antipatia dei capi di istituto. Dispiace dirlo, ma al 99% non ci azzeccano». Intanto Flc-Cgil, Cisl-scuola, Uil-scuola, con gli autonomi Gilda-Fgu e Snals, si sono mobilitati contro il blocco del contratto e degli scatti di anzianità: ci saranno assemblee con un’ agenda nazionale e territoriale. «Verrà lanciata una petizione tra tutti i docenti, bidelli, amministrativi e tecnici – hanno anticipato i confederali della scuola – per il diritto al contratto nazionale e agli aumenti retributivi. Si tratta di scongiurare lo “scippo del salario”. Il Governo ha annunciato un nuovo blocco del contratto e degli aumenti per anzianità: ipotizza “scatti di merito” per il 66% dei docenti e dopo il 2018». Il risultato? Retribuzioni ferme per tutti fino al 2019 e “contentini” per quelli in quota simpatia dei dirigenti. Infine il caro scuola. Il Codacons ha denunciato che solo per il corredo scolastico si spenderà il 2% in più rispetto al 2013 e per l’ acquisto di penne, diari, quaderni, zaini, astucci una famiglia media dovrà mettere in conto una spesa annua compresa tra i 450 e i 490 euro a studente, che arriva a una media di 840 euro se si aggiungono anche i libri (con picchi fino a 1.100 euro a studente). Chiara Benotti ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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