12 Settembre 2014

Uccisa dal narcotico mentre la catturano Rabbia per Daniza

Uccisa dal narcotico mentre la catturano Rabbia per Daniza

TRENTO Non ha resistito alla narcosi praticata dai tecnici forestali l’ orsa Daniza, in un tentativo di cattura disposta dalla Provincia autonoma di Trento in seguito all’ aggressione subita da un cercatore di funghi nei boschi di Pinzolo nel giorno di Ferragosto. Una morte che ha ulteriormente scatenato le polemiche sul fronte ambientalista, animalista e politico. Da più di due settimane i forestali trentini erano impegnati nella ricerca di Daniza e dei suoi due cuccioli. Dopo vari e vani tentativi con le speciali esche di carne e pesce, mercoledì sera il cerchio si è stretto attorno all’ orsa fuggitiva, che era munita di radiocollare. Individuata in val Borzago, dopo aver compiuto una serie di razzie di pecore vicino ad una baita, Daniza è stata accerchiata da quattro forestali e un veterinario ed è stata colpita con una dardo munito di anestetico, una dose per un animale di 80 kg, ben al di sotto dei 106 kg di Daniza, dicono in Provincia a Trento. Qualcosa però è andato storto e il plantigrado è in breve deceduto. Forse la morte è collegata a problemi di salute, dice il presidente della Provincia di Trento, Ugo Rossi, che ha disposto l’ autopsia dopo aver informato dell’ accaduto la Procura di Trento e il ministro dell’ ambiente fornendo loro tutta la documentazione sul tentativo di cattura. «Non è la prima volta che Daniza ha subito un’ anestesia», aggiunge Rossi precisando che «anche nel caso l’ orsa fosse stata catturata con una trappola sarebbe stata sottoposta ad anestesia. Dal punto di vista emotivo questa disgrazia evocherà passioni e critiche, ma noi ci siamo mossi in totale aderenza ai protocolli giuridici e medici». La morte di Daniza, il primo orso importato in Trentino dalla Slovenia nel 2000 all’ avvio del progetto Life Ursus, ha in breve provocato una raffica di reazioni. Dall’ Enpa, che vuole un’ autopsia eseguita dall’ Istituto zooprofilattico, è partita la richiesta di dimissioni del ministro dell’ ambiente Gian Luca Galletti, che nel frattempo ha chiesto chiarimenti al presidente della Provincia di Trento, Ugo Rossi. Anche per quest’ ultimo vengono richieste le dimissioni dal segretario della Lega Nord Trentino Maurizio Fugatti. Gli animalisti parlano di “orsicidio” e annunciano manifestazioni di protesta. Iniziative legali sono già state annunciate da più associazioni animaliste e non solo, fra cui Aidaa (che propone per il 13 settembre una giornata di lutto), Lav e Codacons. Un’ indagine verrà avviata dal Corpo forestale dello Stato. «L’ uomo “feroce idiota” ha colpito ancora», commenta lo scrittore Mauro Corona che per salvare Daniza nelle scorse settimane aveva fatto numerosi appelli sul web e tramite la stampa. Interviene anche la Diocesi di Trento: «Questa triste vicenda – dice don Rodolfo Pizzolli, delegato per la pastorale dell’ ambiente e del turismo – non inficia tutto il lavoro fatto finora: in Trentino la Chiesa, ma soprattutto le amministrazioni pubbliche sono molto impegnate nella custodia dell’ ambiente, del territorio e noi i risultati li vediamo continuamente». Sul web intanto si infittiscono le prese di posizione e le accuse anche pesanti alla Provincia di Trento. La morte di Daniza era stata comunicata dalla Provincia autonoma di Trento in un comunicato: «In ottemperanza all’ ordinanza che prevedeva la cattura dell’ orsa Daniza, dopo quasi un mese di monitoraggio intensivo, la scorsa notte si sono create le condizioni per intervenire, in sicurezza, con la telenarcosi. L’ intervento della squadra di cattura ha consentito di addormentare l’ orsa che, tuttavia, non è sopravvissuta». Nel comunicato diffuso dalla Provincia si legge inoltre che è stato possibile catturare con la medesima modalità, per poi prontamente liberarlo, anche uno dei due cuccioli, che è stato dotato di marca auricolare al fine di assicurarne il costante monitoraggio. Per Daniza ci sarà l’ autopsia e il Corpo forestale ha già aperto un’ indagine. Forestale Veneto: preoccupati per i cuccioli. Preoccupazione per la sopravvivenza dei cuccioli di orsa «privati dell’ assistenza della madre nella ricerca del cibo, nella scelta dei luoghi di rifugio e nella difesa da possibili minacce e da eventuali predatori»: la esprime Daniele Zovi, Comandante Regionale del Veneto del Corpo forestale dello Stato. «In particolare, i cuccioli di orso nascono tra gennaio e febbraio nella tana usata durante il letargo – ricorda -. Di solito nascono due o tre piccoli, solo raramente quattro» . I cuccioli, sottolinea, rimangono con la madre per un periodo molto lungo, da 24 a 36 mesi e dalla madre imparano tutto: «Solo dopo i due – tre anni se ne vanno per il mondo da soli». «I cuccioli di Daniza – continua Zovi – hanno ora circa sette mesi e ci sono solo pochissimi casi simili a questo presi in esame. Di certo se la regola della specie prevede questa lunga convivenza con la madre, gli orfani sono decisamente svantaggiati nella lotta per la sopravvivenza. La montagna trentina è molto severa, specie in inverno». I ricercatori svedesi e croati, afferma poi, concordano nel ritenere non opportuno catturare i cuccioli, che rimarrebbero condizionati negativamente dal contatto con l’ uomo.

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