Consumatori, aziende e banche dialogano per il bene comune
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fonte:
- Il Tempo
«L’ unica strada è quella che si percorre insieme per la realizzazione del bene comune. Stop alle contrapposizioni di parte. In piena crisi economica, ogni altro metodo è provvisorio, non porta a nulla se non a parare temporaneamente sempre nuove falle». Così esordisce Antonio Persici, presidente di Euro Servi ce Group Spa, nonché ideatore e motore, insieme a otto associazioni dei consumatori, di Oic Lab, il Laboratorio per l’ Etica consumeristica dell’ Osservatorio Imprese e Consumatori. Oggi questa realtà debutta, prima iniziativa che vede riunite aziende, società del credito e realtà dei consumatori, senza contrapposizioni preconcette e per la condivisione di un cammino che potrà far ripartire il mercato, proporre alle istituzioni delle soluzioni di rapida attuazione perché ideate da tutti gli «attori» in campo. L’ assemblea «Gestione del Credito e rapporto con i Consumatori: la sfida del futuro» è all’ Istituto Salesiano San Tarcisio sull’ Appia Antica (area Catacombe di San Callisto) dalle 9,30 alle 19. A presiedere Oic lo stesso Persici. Al suo fianco, Gianluca Di Ascenzo, vicepresidente Codacons. Un centinaio di presenze, da aziende come Enel, Telecom Italia, Wind Infostrada, H3G, Acea, Gruppo A2A, Edison, Gdf Suez, Telkom Spa, Teleperformance Italia In&Out spa, Poste Italiane, Findome stic, Rai, San Paolo Invest, Compass. Enti e rappresentanze come Abi, Ania, Assofin, Assocontact e l’ Autorità garante per le comunicazioni. A coordinare tutto, otto associazioni iscritte al Consiglio Nazionale dei Consumatori e degli Utenti: Codacons, Codici, Confconsumatori, Movimento Consumatori, Movimento Difesa Del Cittadino, Assoutenti, Associazione Utenti Servizi Radio Televisivi, Unione Nazionale Consumatori. Fra i politici presenti, il sottosegretario alla Giustizia, Cosimo Maria il presidente di Oic-La pubblica amministrazione ce lo ha insegnato drammaticamente con le sue inadempienze, i mancati/ritardati pagamenti alle imprese fornitrici, la conseguente chiusura di migliaia di aziende, perdita di posti di lavoro, calo del Pil, gettito fiscale suicida. Non si possono non onorare i pagamenti, non va per la pubblica amministrazione, né per un’ azienda, né per chiunque ha dei costi e deve garantire dei ricavi. Il discorso “paghiamo tutti le tasse così ne paghiamo meno”, vale anche per le bollette: se alcuni non le saldano, gli altri pagano per loro, cresce la tariffa, viene “socializzata” la morosità. I soliti onesti pagano pure per i furbi. Ma non vogliamo proteggere i furbi». «Dobbiamo maltrattare chi non riesce a pagare ed estorcergli con ogni mezzo i soldi? No, la dignità del debitore /consumatore deve essere rispettata – sottolinea Persici Questa attività va svolta con una deontologia, un’ etica chiara e giusta. Vanno aiutate le persone che non riescono a pagare? Io sono stato il primo a proporre il fondo di solidarietà. Invece che lavorare sul problema quando si verifica, si può operare per prevenirlo condividendo i principi che danno vita a Oic. Abbiamo iniziato dal credito perché apparteniamo a questo settore, ma il concetto riguarda qualsiasi relazione fra acquirenti e venditori, chi consuma e chi produce. Uno dei problemi grandi del Paese oggi è che non c’ è coesione – dice Persici – Il 90% dei tempi parlamentari sono sprecati in contrapposizioni da personalismi. In antitesi a questo caos vogliamo instaurare un processo fatto di buone pratiche che partono dalla condivisione di valori importanti. L’ Istituto dei salesiani, sede del primo Oic Lab, non è stato scelto a caso». «Proponiamo una via parallela, non sostitutiva, perché i “controllori” serviranno sempre- conclude- Le associazioni dei consumatori, nel compito che hanno oggi, avranno sempre problemi da risolvere, effetti sui quali intervenire. D’ altra parte, cominciando a lavorare sulla prevenzione grazie a soluzioni comuni, potremo diminuire il livello contenzioso che caratterizza il comparto. Si tratta di rifondare un’ attività su valori che stanno già nelle coscienze delle cono i risultati economici. Mettendo insieme questa consapevolezza di criticità, abbiamo identificato la strada maestra nell’ idea Oic, nel dialogo fra coloro che sono coscienti di un problema e che lo vivono». «Dobbiamo essere propositivi, andare oltre il momento del puro attacco alla norma fatta male- conclude il vicepresidente Codacons Di Ascenzo Che il “mercato” si sieda attorno a un tavolo, imprese e associazioni dei consumatori insieme, a carte scoperte, cercando di individuare un percorso comune. Il bene fondamentale per le aziende è la soddisfazione del cliente: un consumatore soddisfatto, che riesce a chiedere un’ offerta modellata sui suoi bisogni reali, spende meglio il suo denaro e sarà lui stesso veicolo di pubblicità. È possibile fare business rispettando le regole e avendo un dialogo condiviso».
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