10 Settembre 2014

Auto blu: meno un terzo dal 2012

Auto blu: meno un terzo dal 2012

Le auto blu sono scese da 8.619 a 5.768, con un taglio del 33%, corrispondente a 2.851 unità, nell’arco di circa due anni e mezzo. Lo dice il Formez che, su incarico del ministero della Pubblica amministrazione, conduce il censimento sul parco vetture. Un monitoraggio partito a dicembre 2011. Gli ultimi dati sono aggiornati al primo agosto 2014. La maggioranza dei tagli è avvenuto nelle amministrazioni centrali e nei Comuni. L’Emilia Romagna al top. Il Formez precisa che nel conteggio non sono comprese le vetture a tutela dell’ordine pubblico, come le volanti della polizia, della salute, a partire dalle ambulanze, o per la difesa e la sicurezza militare.

IN TOTALE – Valutando il complesso delle auto blu o grigie al servizio di ministeri, regioni, enti locali, asl o università, la riduzione risulta dell 12%, corrispondente a 7.449 vetture, dal 2010 ad oggi, da quando, cioè, l’allora ministro della Funzione Pubblica Renato Brunetta lanciò i tagli. La sforbiciata, c’è stata dove c’era più da tagliare, ovvero sulle auto blu, di più alta cilindrata (oltre 1.600 cavalli), e dunque anche di costo maggiore. L’iniziativa è stata poi ripresa sotto tutti i Governi successivi, da Monti a Renzi. Quello che è lo status symbol dell’uomo di palazzo rientra nella spending review: meno auto significa anche meno spese. Per accelerare la dismissione dei veicoli, l’Esecutivo ha anche deciso di metterle all‘asta, online, su eBay. E il premier Matteo Renzi ha dichiarato che l’obiettivo è arrivare a sole cinque auto per ministero: un’altra delle sue numerose uscite che poi non trovano riscontro reale? Le politiche del Governo in materia sono divenute più stringenti grazie alla Legge di stabilità 2012: prevedeva, fino al 31 dicembre 2014, il divieto per le PA di acquisto di nuove auto e di stipula di contratti di locazione finanziaria aventi a oggetto vetture.Unica eccezione è rappresentata dagli acquisti per i servizi sociali e sanitari svolti per garantire i livelli essenziali di assistenza. Successivamente, il decreto sulla pubblica amministrazione del 2013 ha previsto che le PA non potranno acquistare auto o stipulare contratti di locazione finanziaria fino al 31 dicembre 2015. Per quelli che non rispettano l’obbligo di partecipare al censimento permanente, scende del 50% la possibilità di spesa in acquisto, manutenzione e noleggio delle auto e acquisto buoni taxi, rispetto alla spesa prevista nel 2013.

SCREMATURA GRADUALE – Al primo agosto le macchine, in possesso o a noleggio della Pubblica amministrazione, sono in tutto 54.571, dalle 62.020 del 31 dicembre del 2011 (primo dato disponibile). Tra queste le auto blu sono 5.768, quindi circa una su dieci. Un numero scremato rispetto alla cifra d’inizio censimento, grazie all’accetta usata da alcune amministrazioni, che hanno quasi dimezzato le loro disponibilità, come le Province (-45,4%, per un totale di 309 unità in meno). Passando ai settori più pesanti, i Comuni hanno apportato riduzioni del 32,8%, che diventa 35% per quelli che sono capoluogo (in tutto -1.142). E la Pubblica amministrazione centrale? La flessione è stata pari al 22,3% (-370). Scendendo nel dettaglio territoriale la Regione più virtuosa, che ha registrato il ribasso più forte, è stata l’Emilia Romagna (-48,5%), seguita da Lazio (-45,3%) e Sicilia (-42,2%). Ma secondo il Codacons il calo è ancora insufficiente, soprattutto se si guarda al totale del parco auto in dotazione della Pubblica amministrazione: nel 2011 il numero delle auto blu e auto grigie ammontava a 64.524 vetture; in Italia, circolava una vettura di Stato ogni 937 abitanti: “Al di là dei numeri occorre rivedere i criteri con cui vengono assegnate le auto blu agli enti locali. Oltre ad intervenire sulla quantità è necessario verificare che le auto blu in dotazione alla Pubblica amministrazione siano realmente utilizzate per fini di servizio, e non per accompagnare le mogli degli assessori dal parrucchiere, a spese della collettività”.

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