Istat, criminalita’ gonfia Pil, oltre 15 mld in piu’
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fonte:
- AGI
(AGI) – Roma, 9 set. – Si puo’ comunque osservare che, con riferimento ad anni corrispondenti a quello dell’Italia per la definizione del periodo di benchmark, in Germania e’ stata operata una rivalutazione del Pil pari al 3,4% (di cui 2,7 punti dovuti al nuovo Sec, anno 2010), in Francia del 3,2% (di cui 2,4 punti per il nuovo Sec anno 2010), nel Regno Unito del 4,6% (di cui 2,3 punti attribuiti al nuovo Sec, anno 2009).
In base al nuovo calcolo cambiano anche gli altri parametri dei conti pubblici. Il rapporto tra deficit e Pil si abbassa di 0,2 punti percentuali passando dal 3,7% al 3,5% con riferimento al 2011. Il saldo primario resta invariato all’1,2% del Pil. In particolare, alla rivalutazione del Pil nominale 2011, in base al Sec 2010, hanno contribuito per 1,6 punti percentuali (24,6 miliardi) le modifiche dovute alle innovazioni metodologiche introdotte dal Sec 2010. Di questi 20,6 miliardi di euro e’ attribuibile alla capitalizzazione delle spese per ricerca e sviluppo.
Riguardo all’economia sommersa e illegale, e’ pari a 187 miliardi, l’11,5% del Pil 2011, la stima dell’economia sommersa e illegale secondo l’Istat. Nel ricalcolo del Pil nominale 2011, in base alle nuove norme Sec 2010, si definisce meglio, grazie all’affinamento della metodologia, il peso dell’economia non osservata. Si tratta delle somme connesse a lavoro irregolare e sottodichiarazione. A queste si aggiungono anche le attivita’ illegali (droga, prostituzione e contrabbando), per un combinato, l’economia non osservata, e’ di oltre 200 miliardi (12,4% del Pil). Per il 2011 l’insieme dell’economia sommersa e illegale valeva il 12,4% del Pil pari a circa 200 miliardi di euro su 1.638 miliardi complessivi del Pil. Il peso percentuale sul Pil e’ pari allo 0,9% per le attivita’ illegali, dell’11,5% per l’economia sommersa.(AGI) I nuovi dati sul Pil diffusi oggi dall’Istat, che ha aggiornato il calcolo con l’inserimento di voci quali droga, prostituzione e contrabbando, “confermano la necessita’ di considerare tali voci per disegnare il quadro economico reale dell’Italia”, afferma il Codacons. “Sono gli stessi numeri comunicati oggi dall’Istat a far capire perche’ l’illegalita’ non poteva piu’ essere ignorata ai fini del Pil – spiega il presidente Carlo Rienzi – I 15,5 miliardi provenienti da droga e prostituzione e i 200 miliardi del combinato con l’economia sommersa sono una cifra astronomica, che non puo’ essere nascosta ed entra finalmente nei conti economici del paese, cosi’ da descrivere la vera realta’ dell’Italia senza bigottismi e censure”, conclude Rienzi. (AGI) Gin
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