10 Settembre 2014

Peschici, il Codacons vuole un’ indagine.

Peschici, il Codacons vuole un’ indagine.

FOGGIA – Un esposto alla procura di Foggia è stato presentato dal Codacons per chiedere un’ indagine sull’ alluvione che ha colpito diversi Comuni del Gargano, causando anche due vittime. «Ciò che è avvenuto – sostiene l’ associazione dei consumatori – non si può attribuire solo al maltempo ma le responsabilità sono da ricercare nell’ intervento dell’ uomo e nell’ assenza di controlli e interventi da parte delle autorità competenti e delle istituzioni». Ecco perché il Codacons chiede l’ apertura di un fascicolo di indagini per accertare «eventuali responsabilità degli enti locali e delle istituzioni sul fronte dei controlli, della vigilanza e degli interventi disposti a tutela del territorio». Al momento nessun fascicolo è stato aperto dalla Procura di Foggia anche se questo non significa che, quanto accaduto nei giorni scorsi sul Gargano, non sia tenuto sotto osservazione dalla magistratura. E il presidente provinciale di Confedilizia, Franco Granata, punta l’ indice contro i Consorzi di Bonifica chiedendo una commissione di inchiesta per accertare «le loro responsabilità per il palese dissesto di cui il territorio è vittima». Intanto a Peschici, Rodi Garganico e negli altri centri del Gargano colpiti dalle bombe d’ acqua continua il lavoro dei militari dell’ 11esimo reggimento Genio Guastatori di Foggia e della Protezione civile per ripulire strade e zone delle città ancora invase dal fango. Venticinque i militari del genio che stanno operando in zona con sei mezzi movimento terra. I genieri stanno operando sulle strade provinciale e statali, molte delle quali ancora impraticabili perché invase da fango e detriti. I militari foggiani sono anche intervenuti in una zona di campagna di Peschici, pulendo alcune strade che di fatto avevano isolato 17 famiglie. Il lavoro si è allargato anche in un residence e in un camping dove alcune automobili e autocaravan di turisti erano rimaste intrappolate nel fango. I militari sono intervenuti pure a Rodi in un albergo cittadino per ripulire il parcheggio dove fango e detriti avevano completamento sommerso una decina di automobili di vacanzieri. E intanto qualche operatore turistico ieri mattina ha riaperto gli ombrelloni e le sdraio sperando nell’ ultimo scorcio d’ estate. «Il Gargano e Peschici non sono morti – ha detto un piccolo imprenditore – certo i danni per alcuni colleghi sono incalcolabili ma io apro anche per loro. Per far capire al turismo che Peschici non è solo incendi e alluvioni. Spero che anche altri operatori facciano come me. Dobbiamo avere la forza per ripartire». Luca Pernice.

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