Libri troppo costosi, è boom dell’ usato record al Mamiani: per i testi 670 euro
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fonte:
- Il Messaggero
IL CASO Fanno la spunta alla lista e cercano, calcolatrice alla mano, di non sforare il budget che si sono dati. Si accalcano sui banchi e in qualche caso iniziano pure le contrattazioni, neanche ci si trovasse al grande bazar di Istanbul. lungotevere Oberdan, l’ altra faccia dell’ apertura di un nuovo anno scolastico. Le cartolibrerie, che vendono i testi nuovi per studenti delle medie e delle superiori, non fanno più cassa. «Il trend iniziale delle vendite – spiega Maurizio Piscetta, a capo del Sindacato librai italiani di Roma – parla di un -10% rispetto a settembre 2013». E questo perché la crisi economica non resta soltanto una parola. Le famiglie si riversano così, come da tradizione, nei mercatini dei libri usati. Da Colli Albani a via Nazionale, con frange consistenti accalcate davanti ai banchi dello storico mercato sul lungotevere. I COSTI E la ressa è comprensibile se si fa il conto alla lista dei libri rilasciata, ad esempio, dagli istituti superiori di Roma. Allo scientifico Augusto Righi, uno studente di primo liceo dovrebbe spendere 203,75 euro per acquistare i libri di testo nuovi, un suo compagno del primo ginnasio al Torquato Tasso, invece, 328,59 euro. Mentre dovrebbero spendere 669,05 euro gli studenti che hanno deciso di iscriversi al linguistico Mamiani. Analoghi importi anche per i liceali più grandi. Uno studente del terzo liceo classico, sempre al Tasso, dovrebbe alleggerire il portafogli di 669,05 euro. Si rincorrono, dunque, le occasioni. Le famiglie che finora hanno acquistato libri usati, sono aumentate, raccontano i venditori, di almeno il 20%. E questo perché gli sconti, nei mercati dell’ usato, ci sono e vanno dal 50%, sul prezzo di copertina, per i testi delle medie, al 40% per quelli dei licei. Il dizionario Montanari di Greco costa 75 euro invece che 106 euro, il Castiglioni-Mariotti di Latino, da 96 euro può essere acquistato a 65 euro. Così come il celebre Rocci, sempre per greco, la cifra è tonda: 50 euro. C’ è pure chi, tra quei venti banchi, offre dizionari anti crisi perfino a 10 euro. Un affare per chi ha iscritto i propri figli al primo liceo classico o scientifico. Se non fosse per il fatto che, a minare l’ occasione, ci si mettono di mezzo i professori e le case editrici. «L’ insegnante di mia figlia – racconta Anna Crisostomo – pretende che il dizionario di greco sia nuovo. Il Rocci su cui lei stessa ha studiato, non si può usare a meno che non sia stato edito almeno nel 2011». I VENDITORI «Le case editrici sfornano da un anno all’ altro nuove edizioni, cambiando magari solo la copertina o il codice a barre», denuncia Roberto P., da 42 anni commerciante di libri usati. «Molti professori obbligano gli studenti a comprare solo quelli». La lista è lunga e coinvolge importanti case editrici scolastiche. Il volume di filosofia Abbagnaro-Fornero-Massaro è stato riedito quasi ogni anno. Stesso discorso per il Baldi-Giusso-Razetti-Zaccaria di letteratura italiana. Senza contare le ristampe continue del Cricco-Di Teodoro di storia dell’ arte. Il Codacons ha chiesto alle famiglie di denunciare casi simili per poter poi presentare un esposto alla Procura della Repubblica. «Purtroppo, molti docenti, in assenza di direttive precise emanate dal Miur, contribuiscono ad alimentare questo malcostume», aggiunge il vicepresidente dell’ Anp Roma, Mario Rusconi. La norma prevista dal vecchio decreto del Fare, guarda caso, che imponeva l’ uso di una stessa edizione per almeno cinque anni, è stata cancellata lo scorso aprile. C. Moz. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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