Il Tar non salva i romani dalla stangata di Marino
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BRUNELLA BOLLOLI ROMA Ignazio Marino sta sereno, ma solo fino a dicembre: i suoi odiatissimi aumenti per accedere alla zona a traffico limitato (Ztl), per ora, restano. Odiatissimi perché sono l’ ennesima gabella da versare nelle casse del Comune di Roma: rincari su tutto e i romani pagano. Ignaro delle polemiche l’ ex senatore Pd, ieri, ha tirato un sospiro di sollievo: il Tar del Lazio, dopo una lunga camera di Consiglio, ha infatti deciso di non decidere sul ricorso presentato dal Codacons. L’ associazione dei consumatori guidata da Carlo Rienzi si era rivolta ai giudici amministrativi chiedendo la sospensiva degli aumenti «scellerati» ai danni degli automobilisti che devono entrare nel centro storico. In pratica, il Codacons sperava nella cancellazione dell’ intera delibera dell’ assessore alla Mobilità Guido Improta. Un provvedimento di maggio, ma entrato in vigore a fine luglio tra lo stupore e l’ amarezza di migliaia di cittadini e lavoratori capitolini, gente che vive o campa all’ interno della Ztl. La giunta Marino, per coprire i buchi di bilancio, si è accanita contro i possessori di automobili. Morale: cifre lievitate fino al 330%. «Roba da denuncia», lamentano i residenti. «Andando avanti così saremo costretti a chiudere le nostre attività», è il grido di dolore dei commercianti aderenti a Rete Impresa Italia, che a Marino hanno scritto una missiva infuocata in merito ai varchi-stangata. Per dire: i residenti sono passati dai 78 euro dell’ anno scorso a 1.016 euro per cinque anni per i veicoli fino ai 19 cavalli; da 94 a 1.216 euro per quelli fino ai 23 cavalli fiscali e da 109 a 1.416 oltre i 23 cavalli. Chi, invece, in centro non abita, ma ha l’ ufficio, dovrà versare 2.016 euro anziché 600 per una macchina di media cilindrata. E agli artigiani, che prima sborsavano 400-600 euro l’ anno, toccherà tirarne fuori circa 2mila. Il Codacons sperava nella cancellazione di un tale salasso, tanto più che per alcuni i permessi sono diventati meno cari (è stata fissata una riduzione delle tariffe per i pass Ztl in favore della Città dello Stato del Vaticano), invece il verdetto arriverà il 3 dicembre e, per ora, il sindaco gode. Dai giudici, però, via libera alla richiesta di una cittadina del centro che ha fatto ricorso e l’ ha vinto: pagamento rateizzato in tranche annuali anziché 1.016 euro in una volta. E chiunque chiederà la diluizione del pagamento ne avrà diritto. Ecco perché, partendo da questa seconda ordinanza, Rienzi attacca: «Ora il Campidoglio deve sospendere i rincari perché, essendo gli aumenti un provvedimento di ordine generale, la decisione del Tar su un cittadino ha efficacia erga omnes. Per tale motivo diffidiamo il sindaco a non applicare alcun incremento almeno fino alla decisione di dicembre». Il Codacons ha, inoltre, già pronto il ricorso al Tar contro l’ aumento delle strisce blu. Rincari del 50% e stop agli abbonamenti giornalieri e mensili: una batosta per i pendolari che giungono a Roma per lavoro e devono parcheggiare l’ auto, e per chiunque non abbia un contrassegno gratuito da residente. «Se il Tar non blocca gli aumenti delle strisce blu siamo pronti alla mobilitazione cittadina», ha fatto sapere l’ ex sindaco Gianni Alemanno. E perfino nel Pd c’ è chi attacca il «tassatore Marino». Insomma, Ignazio ora sta sereno, ma per quanto? Capitale dissanguata Congelato il ricorso sulle ztl: resta l’ aumento alle tariffe voluto dal primo cittadino Strisce blu: il Codacons annuncia un’ iniziativa per fermare l’ ennesimo rincaroIl Tar non salva i romani dalla stangata di Marino.
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