5 Luglio 2014

Il relitto della Concordia può “navigare” dal Giglio a Genova

Il relitto della Concordia può “navigare” dal Giglio a Genova

La decisione è necessaria per procedere al traino e alla distruzione della nave Il Tribunale di Grosseto ha disposto il dissequestro della nave Costa Concordia e ora il relitto potrà rigalleggiare e navigare dal Giglio verso Genova. La decisione è stata presa ieri, nel corso dell’ udienza del processo che vede imputato Francesco Schettino ed è necessaria per procedere al traino e alla distruzione della na ve nel porto ligure. Esaurite le questioni tecniche nel processo, il legale di Costa Crociere, società proprietaria della nave, avvocato Marco De Luca, ha preso la parola riferendo in aula di aver presentato un’ istanza al Tribunale. La richiesta poi è stata accolta dal collegio. Unica opposizione, quella del Codacons, parte civile per i passeggeri: «Devono essere ancora effettuati accertamenti importanti», ha detto il suo legale. Altri rilievi sono stati mossi dalla difesa di Schettino, che chiedeva che la nave ri manesse sequestrata dal ponte zero «almeno fino al ponte 3», perché «devono esser ancora fatti importanti accertamenti sulle porte stagne», ha spiegato l’ avvocato difensore di Schettino, Donato Laino. La procura invece si è rimessa alla decisione del Tribunale, che quindi ha emesso un’ ordinanza di dissequestro dando, di fatto, il via libera alle operazioni definitive di “parbuckling” al Giglio e poi al trascinamento via mare con un rimorchiatore fino a Genova. Il dissequestro pone in sé un obiettivo pratico preciso, e cioè poter smantellare i ponti superiori della nave, in modo da alleggerirla e farla galleggiare meglio, altrimenti la Costa Concordia non potrebbe entrare nel bacino di carenaggio del porto di Genova a causa del pescaggio del relitto, che rimarrebbe ancora troppo sott’ acqua. Ieri il processo ha avuto la quinta udienza della settimana ma, soprattutto, dopo una maratona notturna che ha fatto concludere verso l’ una di venerdì, l’ udienza iniziata gio vedì alle 9.30, intervallata solo da due pause di quasi un’ ora per il pranzo e la cena. Una tappa forzata motivata anche dalla necessità di chiudere questo capitolo “tecnico” del processo anche per liberare la nave proprio nell’ ottica della imminente operazione di rigalleggiamento. Evento guardato anche da Schettino: «Dopo aver fatto di tutto per non farla andare giù, cercando di avvicinarla il più possibile a dove è ora, mi dispiacerebbe molto che si perdesse». «Far ritardare l’ abbandono della nave per farla avvicinare alla costa mi è costata tutto quanto sto subendo ora – ha detto Schettino -. Vederla perdere, mi dispiacerebbe». E sul trasferimento a Genova: «Mi auguro davvero arrivi al porto di destinazione e che sia la mano dell’ uomo a distruggerla e non altro». Il processo riprenderà a settembre, dopo il periodo feriale, con udienze il 22 e 23. Saranno sentiti i medici legali in una lista di altri 150 testimoni che ancora devono deporre in aula.

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