3 Settembre 2014

«Noi prof a singhiozzo promossi dopo 14 anni»

«Noi prof a singhiozzo promossi dopo 14 anni»

«Il ministero ci assume a settembre, poi a giugno ci abbandona, per riprenderci un’ altra volta alla fine dell’ estate. È una presa in giro». Dice così Loredana Amato (nella foto) , 38 anni, originaria della Sicilia (di Marsala, in provincia di Trapani), ma orobica d’ adozione (vive ad Albino da 14 anni). Maestra alle scuole primarie, è lei una dei due insegnanti bergamaschi che hanno vinto una causa contro il ministero. La loro situazione rispecchia quella di altre migliaia di precari della scuola italiana: assunti all’ inizio dell’ anno scolastico, vengono licenziati il 30 giugno. D’ estate vivono con il sussidio di disoccupazione e quando vengono di nuovo assunti, l’ anno successivo, ripartono da zero. Ogni volta così, la stessa procedura che si ripete. «A me succede da 14 anni – dice Amato, che ha lasciato la terra d’ origine per lavoro -. La prima supplenza l’ ho avuta nel 2001 e la Bergamasca l’ ho scelta per caso, consapevole che mi avrebbe dato più opportunità rispetto alla Sicilia. Da allora ho insegnato almeno in una decina di scuole elementari diverse, soprattutto in Val Seriana, ma con qualche parentesi anche in Val Brembana. Nei primi due anni, che sono stati durissimi, ho fatto soltanto supplenze brevi, lunghe al massimo un mese, mentre dal terzo anno sono riuscita a stare nella stessa scuola da settembre a giugno. Gli ultimi quattro anni, ho lavorato alle primarie dell’ Istituto comprensivo Solari di Albino. E ho scelto il part-time, per non dovermi allontanare troppo da casa». Tutta l’ esperienza di questi anni non le ha però garantito alcuno scatto d’ anzianità. «È come se non avessi mai lavorato», dice Amato, che durante la causa è stata seguita dal Codacons. La sentenza della Corte d’ Appello di Brescia non ha dato risposta positiva sull’ obbligo di assunzione, ma ha riconosciuto ai due insegnanti l’ anzianità di servizio maturata nel corso degli anni. E ora il ministero dovrà pagare ai due precari gli scatti non goduti: l’ aumento previsto per un solo scatto di anzianità di servizio in favore degli insegnanti è di 2-300 euro. Una cifra importante per dei precari della scuola, con stipendi da 1.200 o 1.300 euro netti al mese («Ma alle primarie – dice Amato – un insegnante impegnato full time guadagna anche meno, sotto i 1.200 euro). «Questi sono i disagi per noi, ma non dobbiamo dimenticare quelli che subiscono gli alunni – dice l’ insegnante -. Quando si cambia docente ogni anno, non può essere garantita la continuità della didattica e a farne le spese sono anche gli studenti». Quale scuola le sarà assegnata quest’ anno, ancora non lo sa. «Lo saprò venerdì, maternità permettendo – dice Amato, che a giorni partorirà due gemelli -. Quest’ anno è un caso eccezionale: sono in maternità obbligata e dovrei rientrare dopo gennaio. E la classe che mi verrà assegnata avrà un supplente della supplente». Quando arriveranno i soldi arretrati dal ministero non si sa. «Immagino che la tempistica non sarà immediata – dice -. Aspettiamo, con la soddisfazione di aver vinto questa battaglia». S.S.

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