«Risarcite gli scatti d’ anzianità delle precarie»
BRESCIA DA TRAPANI ad Albino (Bergamo) per diventare insegnante. Ma per Loredana Amato le belle speranze si sono infrante contro il muro del precariato. A 38 anni, da 14 in cattedra, ma da precaria. «I primi tempi lavoravo per il punteggio, perché quanto percepivo non bastava neanche a coprire le spese. Dopo 4 o 5 anni ho iniziato ad avere incarichi annuali». Nei mesi estivi nessuna retribuzione. «Ricorro alla disoccupazione, che normalmente viene pagata in autunno, il che vuol dire restare per mesi senza stipendio». Una piccola vittoria, per Loredana e per un’ altra insegnante di Bergamo, è arrivata dalla Corte d’ Appello di Brescia, che, con sentenza dell’ 1 settembre, ha stabilito che il ministero dell’ Istruzione deve riconoscere l’ anzianità di servizio, confermando la sentenza di primo grado. «Una sentenza importante – spiega Marta Perugi, avvocato Codacons, promotore dei ricorsi collettivi dei precari della scuola – il ministero deve pagare migliaia di euro, tutti gli scatti di anzianità finora negati». Ma la stabilizzazione è ancora lontana. Come ogni anno, Loredana è in attesa di sapere se e quando coprirà un posto vacante. «Viviamo in un continuo stato di incertezza, perciò prima di metter su famiglia ci si pensa… Chi farebbe prestiti o mutui a una precaria?». Ma il danno è soprattutto per i bambini. «Ogni anno si trovano a cambiare insegnante: non è positivo per la loro formazione». La sentenza resta una consolazione, seppur magra. «L’ insegnamento è il lavoro che amo, ma, non rifarei la stessa scelta». Federica Pacella.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- SCUOLA
-
Tags: Brescia, docenti, Marta Perugi, precari, scuola
