2 Settembre 2014

Tassa di soggiorno più cara Lo stupore dei turisti e la rabbia degli albergatori

Tassa di soggiorno più cara Lo stupore dei turisti e la rabbia degli albergatori

Da ieri si paga di più per alloggiare negli alberghi a Roma. Anzi si paga il doppio. Per un albergo a 4 stelle la tassa di soggiorno è passata da 3 a 6 euro per notte, a persona. Il decreto del Comune ha stabilito che l’ aumento della tassa fa parte delle «Misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica». A partire dal primo settembre, quindi la tassa di soggiorno in hotel, bed and breakfast, campeggi, case vacanze e camere in affitto è diventata rispettivamente 3 euro al giorno per gli hotel a 1-2 stelle, 4 euro per i 3 stelle, 6 euro per i 4 stelle e 7 euro per i 5 stelle. La tariffa si applica per ogni notte trascorsa fino a un massimo di 10. Per bed and breakfast, affitta camere e case vacanze la tariffa è di 3,5 euro al giorno. Sono invece 4 euro a notte per agriturismi e residenze e 2 euro per strutture all’ aperto (con un massimo in questo caso di 5 giorni). Nell’ estate che sta finendo giungono quindi altri aumenti dopo quelli dei parcheggi incrementati di una volta e mezzo e del biglietto dei Musei più grandi della Capitale. «È una follia» commenta un turista inglese, il primo ad effettuare il chek in all’ Hotel di Santa Costanza in via XXI Aprile. «È tantissimo» dice alla receptionist che gli comunica l’ aumento del contributo. Dalla tassa di soggiorno «Si stima per l’ anno 2014 un gettito di 85 milioni di euro» si legge sul decreto comunale, quando nel 2013 l’ introito aveva raggiunto 56 milioni. E il Comune prevede che si arrivi «per l’ anno 2015 a regime con un gettito di 110 milioni». «Il problema principale è che non corrisponde a un aumento dei servizi» commenta Giuseppe Roscioli, presidente di Federalberghi di Roma e vicepresidente del Lazio, che aggiunge: «Alla lunga l’ aumento della tariffa lo sconteremo». Roscioli ricorda infatti che «nelle altre città d’ Italia si paga un massimo di 5 euro, a Parigi non si paga più di 1 euro e 50 mentre a Londra addirittura nulla. Il vero problema è che il turista potrebbe decidere di andare in un altro paese. Questo vale purtroppo anche per il turismo congressuale – sul quale puntavamo – che predilige gli hotel a 4 stelle e rappresenta il 49% del turismo a Roma. Ora potrebbero dirottare le riunioni in altre città dove non si paga così tanto». Contrari agli aumenti anche Federconsumatori e Codacons. «Roma è una città bellissima, ma un turista per visitarla deve essere pronto a tutto, in particolare deve poter spendere più che in tutte le altre città d’ arte» fa sapere la Federazione dei consumatori. «Oramai nella capitale aumenta qualsiasi cosa, dai parcheggi ai balzelli vari – afferma il Presidente del Condacons Carlo Rienzi – Roma è già in generale assai più cara rispetto ad altre mete europee, con inevitabili danni per il settore». Il rincaro non piace nemmeno ad alcuni alberghi della capitale: «Sul sito del Comune di Roma si dice che gli introiti della nuova tassa di soggiorno saranno utilizzati “in parte per spese per arredo urbano, decoro e promozione turistica”. Ma il resto?» si chiede la receptionist dell’ hotel Principe Torlonia. «Poco poetico addossare agli stranieri la mala gestione dell’ amministrazione» continua Roscioli. «Non siamo contrari alla tassa, ma così è troppo alta». Manuela Pelati [email protected].

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